Mercato immobiliare Torino: report quarto trimestre 2025

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Mercato immobiliare Torino: questo report analizza l’andamento del mercato immobiliare residenziale di Torino nel quarto trimestre 2025 (ottobre–dicembre 2025), con confronto rispetto allo stesso periodo del 2024 e con i trimestri precedenti dello stesso anno. L’obiettivo è offrire una lettura concreta e documentata dei dati disponibili, utile a chi vuole vendere, acquistare o semplicemente capire cosa sta succedendo sul mercato immobiliare torinese.

Il dato trimestrale è uno strumento prezioso perché permette di cogliere variazioni stagionali, inversioni di tendenza e differenze tra aree urbane con una tempestività che i dati annuali non consentono. Un anno che si chiude in crescita può nascondere al suo interno trimestri molto diversi tra loro.

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Mercato immobiliare Torino: Sintesi dei dati principali

Il quarto trimestre 2025 restituisce per Torino un quadro di stabilità con una lieve correzione dei volumi rispetto all’anno precedente. Secondo le Statistiche OMI dell’Agenzia delle Entrate, Torino registra nel IV trimestre 2025 una variazione tendenziale delle compravendite residenziali di –0,5% rispetto al IV trimestre 2024. Si tratta di una flessione marginale, ma tecnicamente è l’unica tra le grandi città italiane insieme a Milano (–2,3%) e Firenze (–7,6%) a chiudere l’ultimo trimestre dell’anno in territorio leggermente negativo.

Questo dato va letto nel contesto dell’intero anno: il 2025 è stato complessivamente un anno molto positivo per Torino. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Kroll diffuse da MonitorImmobiliare (su dati Agenzia delle Entrate), il comune di Torino ha registrato nel 2025 circa 16.150 compravendite (NTN), con una crescita del +7% rispetto al 2024. Il dato annuale supera la media degli ultimi cinque anni.

Il quadro trimestrale del 2025 mostra una traiettoria chiara: crescita a due cifre nel primo semestre (+12,2% nel I trimestre, +11,3% nel II trimestre), consolidamento nel terzo trimestre (+6,5%), e piccola flessione nel quarto (–0,5%). Una curva che riflette un anno con forte accelerazione nella prima parte, progressivo assorbimento della domanda compressa, e un epilogo che segnala non un’inversione di tendenza ma un fisiologico rallentamento stagionale amplificato dall’effetto base dei trimestri forti del 2024.

Tabella 1 – Andamento trimestrale compravendite residenziali a Torino città, 2025 vs 2024

TrimestreVariazione % rispetto allo stesso trimestre 2024Contesto nazionale
I trim. 2025+12,2%Italia +11,2%
II trim. 2025+11,3%Italia +8,1%
III trim. 2025+6,5%Italia +8,5%
IV trim. 2025–0,5%Italia +0,4%
Anno 2025 (NTN totali)+7% (ca. 16.150 NTN)Italia +6,4%

Fonte: OMI – Agenzia delle Entrate, Statistiche trimestrali residenziali 2025; elaborazione Kroll/MonitorImmobiliare su dati Agenzia delle Entrate.


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Analisi generale del mercato immobiliare torino

Il 2025 si chiude per Torino come uno dei migliori anni dell’ultimo decennio sul fronte dei volumi di compravendita. La crescita annuale del +7% è superiore alla media nazionale (+6,4%) e colloca il capoluogo piemontese tra i mercati più dinamici delle grandi città italiane, pur con la particolarità di un quarto trimestre leggermente sotto quota rispetto all’anno precedente.

Questo risultato di anno non è casuale. I fattori strutturali che hanno sostenuto la ripresa sono stati almeno tre.

Il calo progressivo dei tassi di interesse

la BCE ha ridotto i tassi nel corso del 2024 e del 2025, con il tasso fisso medio sui mutui che a inizio 2025 si attestava intorno al 3,22% (I trimestre, dato OMI nazionale) per poi risalire lievemente al 3,5% nel IV trimestre.

Questo ha rimesso in moto una domanda di acquisto che era rimasta compressa nel biennio 2022–2023, quando il costo del denaro aveva scoraggiato molte famiglie. Secondo le elaborazioni Fiaip Torino, nel 2025 quasi la metà delle compravendite a Torino è avvenuta con ricorso al mutuo ipotecario, con una quota di acquisti con agevolazione “prima casa” che si è mantenuta intorno al 72–73%.

Il secondo fattore è strutturale:

Torino resta una delle grandi città italiane con il miglior rapporto qualità-prezzo. Con una quotazione media di circa 2.330 €/mq (dato OMI, inizio 2025), Torino è ancora distante da Milano (oltre 5.000 €/mq) e da altre piazze come Bologna e Firenze, il che la rende accessibile a una platea di acquirenti più ampia, compresi giovani professionisti, studenti fuori sede supportati dalle famiglie e investitori con budget contenuti.

La trasformazione urbana in corso

La nuova linea 2 della metropolitana in costruzione, i lavori di rigenerazione di aree dismesse (ex Manifattura Tabacchi, Parco Dora, zona Lingotto), e i miglioramenti infrastrutturali in quartieri semicentrali e periferici stanno ridisegnando la mappa della domanda, proiettando interesse verso zone che fino a pochi anni fa erano considerate poco attrattive.

Il IV trimestre in lieve calo va interpretato con questa lente. Non si tratta di una rottura del ciclo positivo, ma di un ridimensionamento fisiologico dopo trimestri di crescita intensa. L’effetto base conta: nel IV trimestre 2024 Torino era già in recupero (aveva contribuito a un dato nazionale di +7,6%), e confrontarsi con un trimestre già in salita rende più difficile la crescita ulteriore.

C’è anche un elemento congiunturale: l’aumento del tasso medio sui mutui nel quarto trimestre 2025, risalito al 3,5%, può aver rallentato le decisioni di acquisto da parte delle famiglie più sensibili al costo del finanziamento. Infine, a dicembre 2025 si è registrato a livello nazionale un calo degli scambi del 5,9%, che ha penalizzato in modo asimmetrico i capoluoghi rispetto alle province.

Mercato immobiliare Torino: Analisi per zona

Centro storico e fasce OMI B

La zona Centro B1 (ROMA), che corrisponde all’area tra corso Vittorio Emanuele II, piazza Castello e corso Re Umberto, è la zona con le quotazioni più elevate di tutta Torino: le stime OMI indicano valori fino a circa 5.450 €/mq per abitazioni in ottimo stato. Crocetta, San Salvario (nelle sue parti più centrali) e i quartieri attorno alla stazione di Porta Nuova rientrano nelle fasce di pregio. In queste aree i volumi di compravendita sono contenuti dalla scarsità dell’offerta e dall’alto livello dei prezzi, che riduce la platea di potenziali acquirenti. La domanda si orienta prevalentemente verso sostituzione abitativa e investimento da reddito.

Semicentro (fascia C)

Il semicentro torinese — che comprende zone come Cit Turin, Borgo San Paolo, parte di San Salvario, Parella-Aeronautica, Vanchiglia, Nizza Millefonti e Santa Rita — rappresenta la fascia di mercato con la dinamica più interessante. I prezzi si collocano tipicamente tra 1.800 e 2.800 €/mq. Secondo l’Osservatorio Fiaip Torino, Santa Rita ha registrato nel 2024 un incremento del +4,5%, con un prezzo medio di 1.850 €/mq; San Paolo ha segnato +5% (media 2.100 €/mq); Nizza Millefonti +4,6% (media 1.830 €/mq). Vanchiglia si attesta su quotazioni medie di circa 2.525 €/mq, superiori alla media cittadina, con forte domanda da parte di giovani professionisti e studenti.

Periferie in trasformazione (fascia D Nord e Sud)

L’aspetto più originale del mercato torinese degli ultimi due anni è la crescita delle periferie e delle aree semicentrali di nuova valorizzazione. Lingotto e Mirafiori Nord guidano questa dinamica con il +7,8% di incremento dei prezzi nel 2024 (media 1.650 €/mq). Il Lingotto ha beneficiato in modo diretto della nuova stazione della metropolitana e della piena operatività del Grattacielo della Regione.

Aurora, nella periferia nord vicina al Politecnico, ha segnato un +7% (media 1.520 €/mq) grazie alla riqualificazione di Borgo Valdocco, ai lavori su corso Principe Oddone, e all’attrattiva della Nuvola Lavazza e del Campus Einaudi. Madonna di Campagna ha registrato un +6,8% (media 1.400 €/mq) in seguito al completamento di corso Grosseto, con ricadute positive anche su Borgo Vittoria (+5,2%, media 1.430 €/mq).

Barriera di Milano, storicamente tra le zone con quotazioni più contenute della città (zona D20 con valori a partire da 895 €/mq), ha segnato un +5,4% (media 1.080 €/mq), con la zona nord-est — tra piazza Rebaudengo e piazza Respighi — a fare da traino grazie alla stazione Rebaudengo e al progetto di rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi.

Mirafiori Sud ha segnato +6,8% (media 1.570 €/mq), con domanda orientata principalmente a famiglie e acquirenti di prima casa che non trovano accesso ai prezzi del semicentro.

Area Collinare e Oltrepò

L’area collinare (Gran Madre, Crimea, Cavoretto, Borgo Po) si distingue per quotazioni elevate e stabilità. Gran Madre e Crimea registrano prezzi tra 2.500 e 4.400 €/mq, Cavoretto e Borgo Po si attestano su una media di 2.846 €/mq. Si tratta di un mercato selettivo, con domanda di sostituzione abitativa da parte di famiglie a medio-alto reddito, e volumi contenuti.

Tabella riassuntiva per zona/macroarea

Tabella 2 – Quotazioni OMI e dinamica dei prezzi per quartiere/area a Torino

Area / QuartiereFascia OMIQuotazione media (€/mq, 2025)Var. prezzi 2024Commento sintetico
Centro / Crocetta / Zona B1 ROMAB3.500–5.450+2 / +3% stimatoMercato di pregio, offerta scarsa, domanda selettiva
San Salvario / Vanchiglia / Porta NuovaC2.100–2.525+3 / +4%Mercato vivace, forte domanda giovani e studenti
Santa RitaC1.850+4,5%Buona vivibilità, eventi, domanda famiglie
San PaoloC2.100+5,0%Semicentro in crescita, ben servito
Nizza MillefontiC1.830+4,6%Posizione vantaggiosa, parchi
Lingotto / Mirafiori NordD1.650+7,8%Zona più dinamica della città, metro e rigenerazione
AuroraD1.520+7,0%Riqualificazione in corso, forte interesse
Madonna di CampagnaD1.400+6,8%Migliorata con nuova viabilità
Borgo VittoriaD1.430+5,2%Beneficia di corso Grosseto
Barriera di MilanoD1.080+5,4%Quotazioni basse, margine di crescita
Mirafiori SudD1.570+6,8%Domanda famiglie, zona in rivalutazione
Area Collinare (Gran Madre, Crimea)B/C2.500–4.400+2 / +3% stimatoStabile, selettiva, prezzo elevato
Cavoretto / Borgo PoC2.846+2 / +3% stimatoTranquillo, vista panoramica
Barriera più esterna / D20D/E895–1.200+2 / +3%Valori minimi città, liquidità bassa

Fonte: Banca dati quotazioni OMI – Agenzia delle Entrate (2° semestre 2024); Osservatorio Immobiliare Città di Torino (Comune); Fiaip Torino, Osservatorio Immobiliare 2024. Le variazioni di prezzo si riferiscono al 2024; dati 2025 per zona non ancora disponibili in formato ufficiale disaggregato.


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Mercato immobiliare Torino: Zone in crescita e zone in rallentamento

Le aree più dinamiche

Il secondo semestre del 2024 e la prima metà del 2025 hanno confermato con chiarezza quali sono le aree di Torino in cui la domanda preme con più forza. Lingotto e Mirafiori Nord si confermano in testa, con una crescita dei prezzi che ha superato il 7% e una domanda alimentata sia dagli effetti infrastrutturali della nuova metropolitana sia dalla riconversione del tessuto industriale dismesso. Aurora è l’altro quartiere che ha più sorpreso: la combinazione tra riqualificazione fisica (Borgo Valdocco, Parco della Dora) e attrattori culturali e universitari (Campus Einaudi, Nuvola Lavazza) ha creato un ecosistema favorevole all’insediamento di giovani, con effetti diretti sui prezzi.

Anche Barriera di Milano registra segnali incoraggianti, soprattutto nel quadrante nord-est. Il fatto che un quartiere con valori medi sotto i 1.100 €/mq stia crescendo segnala che la domanda sta cercando alternative nei segmenti di prezzo più accessibili della città. Non è una crescita speculativa: è la risposta razionale di acquirenti che non trovano più convenienza nel semicentro a prezzi più elevati.

Le zone semicentrali consolidate — Santa Rita, San Paolo, Parella — mostrano crescite moderate ma costanti, segnale di mercati maturi con domanda stabile.

Le aree più stabili o in lieve rallentamento

Le zone di maggior pregio (centro storico, Crocetta, zona collinare) mostrano dinamiche più contenute nei prezzi, non perché il mercato sia debole, ma perché si tratta di aree dove la domanda è sempre selettiva e l’offerta è strutturalmente scarsa. Non si osservano cali di valore, ma la variazione percentuale è fisiologicamente inferiore rispetto alle periferie, partite da basi più basse.

I dati del IV trimestre 2025 segnalano per Torino una lieve flessione complessiva (–0,5%) che interessa prevalentemente i capoluoghi in generale in quel trimestre, più che singole zone specifiche.

Prezzi e compravendite: differenze da non confondere

Un errore frequente nella lettura del mercato immobiliare Torino consiste nel sovrapporre due grandezze distinte: i volumi di compravendita e i prezzi. Sono due fenomeni correlati ma non identici, e a Torino nel 2025 la differenza è particolarmente evidente.

volumi di compravendita nel 2025 sono cresciuti del +7% su base annua, superando le 16.150 transazioni. Il IV trimestre ha segnato una lieve contrazione dello 0,5% rispetto al IV trimestre 2024, ma questo non ha invertito il trend dell’anno. Una flessione nei volumi di un singolo trimestre non è, da sola, un segnale di deterioramento del mercato: dipende dall’effetto stagionale, dall’effetto base di confronto e dalla composizione della domanda.

prezzi a Torino hanno mostrato nel 2024 un incremento medio del +4% (dato Fiaip Torino su dati Agenzia delle Entrate), con punte di +7,8% nelle periferie più dinamiche. Le quotazioni medie degli immobili in vendita rilevate da portali professionali mostrano che a marzo 2026 il prezzo richiesto medio è di circa 2.202 €/mq, in aumento del +7,47% rispetto a marzo 2025 (quando era 2.049 €/mq). I prezzi continuano a crescere anche nel contesto di un IV trimestre con volumi leggermente in calo: questo conferma che la scarsità dell’offerta di immobili in vendita esercita una pressione al rialzo indipendente dall’andamento delle transazioni.

In sintesi: il mercato immobiliare Torino nel IV trimestre 2025 ha visto meno compravendite rispetto allo stesso periodo del 2024, ma gli immobili non hanno perso valore. Chi ha venduto in questo trimestre ha venduto a prezzi mediamente più alti dell’anno precedente.

Cosa significa oggi per chi vende casa a Torino

Il IV trimestre 2025 è stato tecnicamente un trimestre di normalizzazione dei volumi, non di crisi. Per chi vende, questo si traduce in alcune indicazioni pratiche.

Nelle zone con forte domanda — semicentro, Lingotto, Aurora, Parella — il mercato resta recettivo ma è diventato più selettivo. Il 40% delle compravendite si conclude entro 90 giorni, il 60% entro sei mesi (dato Fiaip Torino I trim. 2025). Questo significa che chi fissa un prezzo in linea con il mercato vende in tempi ragionevoli; chi sopravvaluta l’immobile rischia di restare fermo molto più a lungo.

Il costo della ristrutturazione è diventato un elemento discriminante. Gli agenti immobiliari Fiaip Torino segnalano che gli acquirenti mostrano crescente resistenza verso immobili da rimettere a nuovo, perché i costi di cantiere sono rimasti elevati anche dopo la fine degli incentivi del Superbonus. Questo penalizza gli immobili in cattivo stato, indipendentemente dalla zona, e avvantaggia chi può presentare un immobile ristrutturato o in buone condizioni.

La classe energetica sta diventando un fattore di prezzo. La domanda di immobili con classe energetica alta (A, A+) è in crescita, anche perché l’accesso ai mutui “green” a tassi agevolati è condizionato alla performance energetica dell’edificio. Chi dispone di un immobile con buone prestazioni energetiche si trova in una posizione di vantaggio.

Nelle periferie più esterne (Barriera esterna, Falchera, Mirafiori estrema), il mercato resta meno liquido. La vendita è possibile e i prezzi sono in crescita, ma i tempi si allungano e le trattative richiedono maggiore flessibilità sul prezzo.

Cosa significa per chi compra

Per chi è in cerca di casa a Torino, il quadro attuale presenta opportunità concrete, ma anche alcune complessità da considerare con attenzione.

La buona notizia è che Torino continua a offrire un rapporto qualità-prezzo superiore a molte altre grandi città italiane. Con 2.202 €/mq di media, comprare a Torino costa ancora molto meno che a Milano, e anche meno che a Bologna o Firenze. Questo significa che, rispetto a molti altri mercati, c’è ancora spazio per trovare valore.

Le aree con maggiore scelta

Le aree con maggiore scelta e pressione concorrenziale più bassa si trovano nelle fasce D ed E: periferie nord (Madonna di Campagna, Borgo Vittoria), periferie sud (Mirafiori, Lingotto estremo), e i quartieri est come Barriera di Milano e Rebaudengo. In queste zone i prezzi sono più accessibili, la concorrenza tra acquirenti è minore, ma è fondamentale valutare con attenzione la qualità dell’immobile, lo stato manutentivo del condominio e l’accessibilità ai servizi.

Semicentro

Nel semicentro — dove si concentra la domanda più intensa — i tempi si sono ridotti rispetto al passato e la pressione competitiva è più elevata. Per immobili in buone condizioni in zone come Vanchiglia, San Salvario, San Paolo o Parella, è normale trovare più offerte in breve tempo. In queste aree l’acquirente deve essere pronto e non può permettersi lunghe attese.

Un segnale da monitorare è l’andamento dei tassi di interesse. Il tasso medio è risalito al 3,5% nel IV trimestre 2025, dopo aver toccato il minimo di 3,22% nel I trimestre. Per chi acquista con mutuo, variazioni anche contenute del tasso incidono significativamente sulla rata mensile e sulla capacità di acquisto complessiva. Prima di formalizzare un’offerta, è consigliabile verificare la propria capacità di credito aggiornata con un intermediario bancario.

Chi cerca un investimento da reddito trova a Torino margini interessanti soprattutto nei monolocali e nei bilocali, dove la domanda di affitto — sia universitaria sia da lavoratori — è strutturalmente alta e i canoni sono in crescita. I contratti di locazione a luglio 2025 in zone come Regio Parco e Vanchiglia registravano canoni medi di 12,21 €/mq mensili, con un incremento del +6,64% rispetto all’anno precedente.


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Conclusioni

Il mercato immobiliare Torino chiude il 2025 con un bilancio positivo. Con circa 16.150 compravendite nell’anno (+7% sul 2024), il capoluogo piemontese si conferma tra i mercati più dinamici delle grandi città italiane, superando la media nazionale del +6,4%.

L’ultimo trimestre dell’anno ha registrato una lieve flessione dei volumi (–0,5% rispetto al IV trim. 2024), che interrompe la sequenza di crescita dei tre trimestri precedenti. Questa correzione non indica un’inversione di ciclo: riflette un effetto base sfavorevole, una domanda che ha già in parte anticipato gli acquisti nei trimestri precedenti, e un costo del denaro leggermente più alto rispetto all’inizio dell’anno. I prezzi, nel frattempo, continuano a salire.

Le tendenze strutturali da tenere sotto osservazione nel 2026 sono tre. Prima: l’andamento dei tassi di interesse. Se la BCE dovesse continuare un ciclo di riduzione, Torino potrebbe beneficiarne più di altre città già “costose”, perché amplia ulteriormente la platea degli acquirenti accessibili. Seconda: il processo di rigenerazione urbana, con il cantiere della metro 2, le riconversioni in zona Lingotto e Aurora, e il progetto ex Manifattura Tabacchi a Barriera di Milano; questi interventi continuano a ridisegnare la mappa della domanda verso le periferie. Terza: la tenuta del mercato degli affitti, che condiziona le scelte di investimento e indirettamente la domanda di acquisto da parte di chi oggi affitta e valuta il passaggio alla proprietà.

In sintesi, il mercato immobiliare Torino è in salute, dinamico più nelle periferie che nel centro, sostenuto da fattori strutturali (prezzi accessibili, trasformazione urbana, calo storico dei tassi) e con un IV trimestre che rappresenta un assestamento, non una svolta.


Fonti: Agenzia delle Entrate – OMI, Comune di Torino, Fiaip Torino / Centro Studi Fiaip, MonitorImmobiliare / Centro Studi Kroll