Mercato Immobiliare Torino: il primo trimestre del 2026 offre una fotografia chiara e, per molti versi, incoraggiante del mercato immobiliare italiano. I dati ufficiali pubblicati il 10 giugno 2026 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate confermano una crescita delle compravendite residenziali su tutto il territorio nazionale, con picchi particolarmente significativi nel Nord Ovest — area che comprende Torino e il Piemonte. I tassi dei mutui si assestano su livelli più sostenibili rispetto al biennio difficile del 2022-2023, il mercato delle locazioni resta sotto forte pressione, e Torino si distingue come una delle città più dinamiche d’Italia sia per volumi di compravendita che per crescita dei prezzi.
- Il mercato immobiliare a Torino e in Piemonte
- Andamento dei prezzi delle abitazioni
- Domanda, offerta e comportamento degli acquirenti
- Il ruolo dei mutui e dei tassi di interesse
- Mercato delle locazioni e investimenti immobiliari
- Zone e tipologie più interessanti nel primo trimestre 2026
- Confronto con i periodi precedenti
- Cosa significa per chi vuole vendere casa
- Cosa significa per chi vuole acquistare casa
- Prospettive per il resto del 2026
- Conclusioni

Il mercato immobiliare Torino e in Piemonte
Se il quadro nazionale è positivo, Torino si distingue come uno dei mercati più vivaci d’Italia. I dati si sovrappongono su più livelli temporali e confermano una traiettoria coerente.
Primo trimestre 2026: Torino prima città per crescita delle compravendite
Secondo l’analisi di Abitare Co. elaborata su dati OMI, nel primo trimestre 2026 Torino registra 3.913 transazioni residenziali, con una variazione del +9,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta dell’incremento percentuale più elevato tra le principali città metropolitane italiane, superiore a Milano (+7,1% con 5.896 transazioni), Genova (+8,7%), Roma (+5,1%) e Bologna (+3,4%). L’unica grande città in controtendenza è Firenze, con -2,9%.
Il consuntivo 2025: la base su cui si costruisce il 2026
Il 2025 ha rappresentato per Torino un anno di forte rimbalzo. Secondo l’Osservatorio Immobiliare 2025 del Centro Studi FIAIP Torino, nel capoluogo piemontese sono state vendute 16.151 abitazioni, pari a un aumento del +6,8%rispetto al 2024. I prezzi medi sono cresciuti del +2%, con punte decisamente più elevate nei quartieri più dinamici (su cui torneremo).
La crescita è ancora più marcata nell’area provinciale: 21.642 abitazioni vendute nel resto della provincia di Torino, pari a un +11% sulle transazioni e un +2,2% sui prezzi. Complessivamente, la Città Metropolitana di Torino ha chiuso il 2025 con 37.793 compravendite, il +9,2% su base annua.
Il Piemonte nel primo trimestre 2026
L’Osservatorio trimestrale sul mercato residenziale del Piemonte di Immobiliare.it Insights (aprile 2026) restituisce un quadro regionale in crescita nel primo trimestre 2026: i prezzi di vendita aumentano del +3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, e i canoni di locazione salgono del +4,5%. Il prezzo medio regionale per l’acquisto si attesta intorno a 1.438 €/mq, mentre per gli affitti la media è di circa 10 €/mq mensili. La pressione della domanda nelle vendite è in aumento (+6,4%), mentre l’offerta si contrae leggermente (-2,7%), segnale di un mercato ancora in tensione.
Torino è la seconda area più cara in regione per acquistare casa, con circa 2.200 €/mq (+7,4% rispetto al primo trimestre 2025), seconda solo alle zone alpine di pregio. Per gli affitti, Torino è invece la più cara in regione, con una media di 12,5 €/mq mensili.
Andamento del mercato immobiliare Torino
Il dato nazionale e Torino prima città per crescita dei prezzi
A livello nazionale, nel primo trimestre 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati in media del +4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, con un valore medio di 2.200 €/mq (elaborazione Abitare Co. su dati OMI).
Tra le principali città, Torino guida la classifica con una crescita del +7,1% e un valore medio di 2.250 €/mq. Seguono Genova (+4,8%), Bologna (+4,2%), Firenze (+3,3%), Napoli (+3,2%) e Roma (+2,1%). Milano, con la crescita più contenuta (+1%), si conferma però la piazza più cara d’Italia con una media di 5.750 €/mq.
I prezzi per zona a Torino: forti differenze tra centro, semicentro e periferia
Le rilevazioni di FIAIP Torino per il 2025 (Osservatorio Immobiliare 2025, aprile 2026) fotografano una città con quotazioni molto differenziate per area:
Centro storico e zone di pregio — I prezzi in Centro crescono dell’+1,5% nel 2025 e si confermano tra i più elevati, con valori compresi tra 2.400 e 3.600 €/mq. Crocetta registra quotazioni medie di 2.645 €/mq, Vanchiglia si attesta attorno a 2.525 €/mq, zone apprezzate in particolare da giovani professionisti e investitori.
Quartieri semicentrali in ascesa — Gli incrementi più significativi nel 2025 riguardano le aree a ridosso del centro: San Salvario +5% (2.155 €/mq), San Donato +5% (1.785 €/mq), Borgo Po e piedi della collina +4%. Bene anche l’area sud-ovest: Santa Rita +5% (1.945 €/mq), San Paolo +4,8%, Parella +4,1%.
Zone semicentrali e periferiche con infrastrutture — L’impatto del miglioramento delle infrastrutture è misurabile: il Lingotto e Mirafiori Nord avevano già registrato nel 2024 la crescita più alta della città (+7,8%, con un prezzo medio di 1.650 €/mq), trainati dalla nuova fermata della metropolitana e dalla piena operatività del Grattacielo della Regione. Anche Barriera di Milano e Aurora beneficiano della stazione Rebaudengo e degli interventi di riqualificazione a Borgo Valdocco e Porta Palazzo.
Tendenze per il 2026 — Secondo i dati di Immobiliare.it Insights per il primo trimestre 2026, il prezzo medio richiesto a Torino si aggira attorno a 2.200 €/mq, in aumento del +7,4% su base annua. I dati confermano che la forbice tra immobili ristrutturati e immobili da ristrutturare rimane significativa: la posizione, il piano, la vista e la classe energetica possono spostare il prezzo anche del 15-20%.
Tipologie che tengono meglio il valore
Secondo le rilevazioni FIAIP e i dati OMI, le tipologie con maggiore tenuta del valore sono:
- Immobili nuovi o recentemente ristrutturati, preferibilmente in classe energetica A o B, che beneficiano anche di condizioni mutuo più favorevoli;
- Abitazioni con spazi esterni (balcone, terrazzo, giardino), fattore ancora rilevante dopo la pandemia;
- Immobili con ascensore e box auto, in particolare nelle zone centrali dove il parcheggio è critico (i box a Crocetta hanno registrato +3,6% nel 2025);
- Appartamenti vicini alle fermate della metropolitana o ben collegati con i principali poli lavorativi, universitari e ospedalieri.
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Mercato immobiliare Torino: Domanda, offerta e comportamento degli acquirenti
Chi compra e perché
I dati FIAIP Torino confermano che la domanda è prevalentemente reale e non speculativa: il 96% degli acquirenti è rappresentato da privati, il 47% ricorre a un mutuo e il 73% acquista la prima casa. L’investimento rappresenta una quota minoritaria ma non trascurabile, soprattutto per bilocali e trilocali in zone universitarie.
L’acquirente tipo nel 2025-2026 è più attento e selettivo rispetto agli anni del boom. Si muove su immobili pronti da abitare, è sensibile alla classe energetica, al piano e alla presenza di servizi di prossimità. Le trattative sono più articolate rispetto ai periodi di mercato teso: lo sconto medio rispetto al prezzo richiesto si aggira intorno al 6%, segnale di un mercato in salute ma non euforico.
I tempi di vendita si accorciano
Un indicatore positivo riguarda i tempi: il 60% delle compravendite si conclude entro sei mesi, contro i 100-120 giorni medi registrati nel 2023. La velocità di assorbimento è più alta per immobili nella fascia sotto i 250.000 euro, dove la domanda è più ampia e la concorrenza tra acquirenti più intensa.
La classe energetica è diventata discriminante
L’efficienza energetica non è più una preferenza accessoria: è un elemento che incide sul valore, sulla velocità di vendita e sull’accesso al credito. Gli immobili in classe A o B si vendono più velocemente, ottengono prezzi più elevati e consentono di accedere a mutui a condizioni più favorevoli (alcuni istituti applicano riduzioni di tasso per immobili in classe C o superiore).
L’Osservatorio FIAIP con ENEA e I-Com (marzo 2026) certifica che la domanda si orienta in modo netto verso abitazioni in buono stato (67% dei casi), con una quota significativa che ricerca direttamente immobili già ristrutturati (32%). Un immobile da ristrutturare può ancora trovare acquirenti, ma deve essere prezzato correttamente per compensare il costo e la complessità dell’intervento.
Il fenomeno delle eredità tra i giovani
Un segnale emergente segnalato da FIAIP Torino: circa il 70% dei giovani che riceve un immobile in eredità sceglie di venderlo. Solo una quota ridotta opta per l’uso diretto o la locazione. Questo flusso alimenta l’offerta in modo diffuso su tutta la città, spesso su immobili di medie dimensioni in zone semicentrali, che entrano sul mercato già abitati o da riqualificare.
Il ruolo dei mutui e dei tassi di interesse nel mercato immobiliare Torino
Il quadro dei tassi nel primo trimestre 2026
Il mercato del credito immobiliare nel primo trimestre 2026 è significativamente più favorevole rispetto al biennio 2022-2023, quando i tassi BCE avevano raggiunto i massimi storici. Secondo i dati ABI di marzo 2026, il tasso medio sulle nuove erogazioni per acquisto abitazioni si attesta al 3,36%, confermando un trend ribassista strutturale.
I mutui a tasso fisso si muovono in una fascia compresa tra circa il 2,85% e il 3,18%, mentre quelli a tasso variabilepartono dall’1,94% fino al 2,74%, tornando interessanti per chi accetta una quota di rischio. I tassi BCE sono stabili al 2% (tasso deposito) dopo la decisione di aprile 2026, ma le proiezioni di inflazione al 2,6% per il 2026 (stima BCE, marzo 2026) mantengono vive le incertezze su eventuali rialzi futuri.
L’OMI registra che la quota di acquisti assistiti da mutuo ipotecario torna a crescere al 47,8% nel primo trimestre 2026 (dal 47% circa del 2025), con un capitale finanziato che supera gli 11 miliardi di euro. Il tasso medio applicato alla prima rata indicato dall’OMI è del 3,6%.
L’impatto sul potere d’acquisto e sulle trattative
Il calo dei tassi rispetto ai picchi del 2023 ha avuto un effetto diretto: ha riattivato la domanda che era rimasta “congelata” e ha reso il confronto tra acquisto e affitto nuovamente favorevole all’acquisto in molte fasce di prezzo. A Torino, dove i prezzi restano accessibili rispetto alle grandi metropoli del nord, la rata mensile su un trilocale medio (intorno a 200.000-220.000 euro) con un mutuo a trent’anni si colloca in una fascia gestibile per famiglie con reddito medio-alto.
Tuttavia, secondo un’analisi Experian riportata da Facile.it, le richieste di finanziamento a marzo 2026 registrano un calo del -12% su base annua, nonostante un recupero mensile del +5,4%. Questo segnale va interpretato con attenzione: potrebbe riflettere sia un aggiustamento stagionale, sia la cautela delle famiglie di fronte all’incertezza geopolitica e macroeconomica.
Il costo del mutuo continua a influenzare le trattative: gli acquirenti che dipendono dal finanziamento bancario sono più selettivi e più attenti al rapporto prezzo-qualità. Gli immobili che non reggono il confronto energetico o strutturale subiscono pressioni al ribasso più forti.
Mercato delle locazioni e investimenti immobiliari
Un mercato degli affitti sotto forte pressione
Il mercato delle locazioni a Torino è uno dei più dinamici d’Italia e si trova in una condizione strutturale di squilibrio tra domanda e offerta. Il comparto è trainato principalmente da studenti universitari, giovani lavoratori e locazioni temporanee, mentre le soluzioni di lungo periodo per le famiglie sono sempre più difficili da reperire.
I dati OMI per il primo trimestre 2026 indicano una crescita dei contratti di locazione a livello nazionale del +0,3%(262.248 contratti), ma i canoni crescono significativamente. L’Osservatorio Immobiliare.it Insights per il Piemonte Q1 2026 registra un aumento dei canoni del +4,5% su base annua, con Torino che supera i 12,5 €/mq mensili e si conferma la piazza più cara della regione.
Nel 2025, secondo il report FIAIP-ENEA-I-Com, a livello nazionale i canoni medi sono aumentati del +7%, mentre il numero dei contratti è cresciuto del +3%, con una diffusione in forte espansione dei contratti a canone concordato (+8%). Tecnocasa, nell’analisi del primo semestre 2025, riporta per Torino aumenti dei canoni del +4,5% per i monolocali, +4,8% per i bilocali e +5,7% per i trilocali: incrementi tra i più alti delle grandi città italiane.
La domanda di alloggi per studenti è in aumento: secondo elaborazioni Spacest.com, nel 2025 è cresciuta del +15% rispetto all’anno precedente, con Torino che si conferma tra le prime cinque città più richieste in Italia insieme a Milano, Bologna, Firenze e Roma.
Rendimenti e opportunità per gli investitori
Le zone universitarie di Torino — San Salvario, Aurora, Vanchiglia, Crocetta (quest’ultima per la vicinanza al Politecnico) — continuano a garantire un assorbimento rapido e un basso turnover degli inquilini. I canoni medi in queste aree oscillano tra 11 e 15 €/mq mensili, con picchi superiori nel Centro e nella Crocetta.
Per un investitore che acquista un bilocale in zona semicentrale a 150.000-170.000 euro e lo affitta a canone di mercato, il rendimento lordo da locazione si colloca in una fascia del 4,5-5,5% annuo, competitivo rispetto ad altre forme di investimento a basso rischio.
I contratti a canone concordato sono sempre più diffusi e interessanti per i proprietari: offrono vantaggi fiscali (cedolare secca ridotta al 10%) e stanno registrando un forte aumento della domanda, spinto anche dall’accessibilità per chi non può sostenere canoni di mercato.
La domanda si concentra su bilocali e trilocali nelle zone centrali e semicentrali. I monolocali sono richiesti prevalentemente dagli studenti, ma possono soffrire di maggiore rotazione degli inquilini. I tagli più grandi (quadrilocali e oltre) trovano domanda più lenta salvo nelle zone di maggiore pregio.
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Zone e tipologie più interessanti nel primo trimestre 2026
Sulla base dei dati disponibili, emergono alcune aree e tipologie che risultano più dinamiche per acquisto, locazione e investimento a Torino.
Zone in crescita per acquisto
San Salvario — Quartiere semicentrale vivace, vicinanza alla stazione di Porta Nuova e al Parco del Valentino. Nel 2025 ha registrato un +5% sui prezzi (2.155 €/mq). Molto richiesto da giovani professionisti, studenti e investitori. Alta liquidità degli immobili.
San Donato — Residenziale, con il Parco Dora e buoni servizi. Crescita dei prezzi del +5% nel 2025 (1.785 €/mq). Ben collegato con il centro e con Porta Susa.
Santa Rita e San Paolo — Zone semicentrali dell’area sud-ovest, con incrementi del +5% e +4,8% nel 2025. Prezzi ancora accessibili (Santa Rita: 1.945 €/mq) con buona domanda sia per acquisto sia per locazione.
Lingotto e Mirafiori Nord — Periferia in valorizzazione, già tra le più dinamiche nel 2024 (+7,8%, media 1.650 €/mq). La metropolitana, il Grattacielo della Regione e la riqualificazione del tessuto urbano continuano a sostenere la domanda.
Aurora e Barriera di Milano — Zone oggetto di riqualificazione progressiva, con la stazione Rebaudengo che ha aumentato l’accessibilità. Prezzi ancora contenuti, ma in crescita, con margine per rivalutazione nel medio termine.
Province: Collegno, Rivoli, Moncalieri, Settimo Torinese — L’hinterland di Torino mostra una crescita più rapida della città, con quote crescenti di acquirenti che cercano metrature più ampie a prezzi più accessibili. Collegno e Rivoli, Moncalieri e Mappano sono tra i comuni più dinamici secondo FIAIP Torino.
Tipologie più liquide
Gli appartamenti ristrutturati di medie dimensioni (bilocali e trilocali tra 50 e 80 mq) nelle zone semicentrali rappresentano la tipologia con il miglior rapporto domanda/offerta. Sono cercati sia da chi acquista per abitarci sia da chi investe per locare. Gli immobili con spazi esterni (balcone, giardino, terrazzo) mantengono un premio di prezzo stabile e sono tra i più richiesti nelle visite.
Confronto del mercato immobiliare Torino con i periodi precedenti
Un confronto longitudinale aiuta a capire dove ci troviamo nella curva del ciclo immobiliare.
| Periodo | Compravendite Torino | Variazione | Prezzi medi (città) | Variazione prezzi |
|---|---|---|---|---|
| 2023 | 14.880 | -7,7% vs 2022 | ~2.000 €/mq | +2,7% |
| 2024 | 15.118 | +1,6% vs 2023 | ~2.050 €/mq | +4% |
| 2025 | 16.151 | +6,8% vs 2024 | ~2.100 €/mq | +2% |
| Q1 2026 | 3.913 (trimestre) | +9,2% vs Q1 2025 | ~2.250 €/mq | +7,1% |
Fonti: Centro Studi FIAIP Torino (dati 2023-2025); Abitare Co. su dati OMI (Q1 2026)
Il mercato torinese ha attraversato una contrazione nel 2023 (legata al picco dei tassi sui mutui), una lenta ripresa nel 2024 (+1,6%), un deciso rimbalzo nel 2025 (+6,8%) e un’accelerazione nei volumi nel primo trimestre 2026 (+9,2%). La crescita dei prezzi nel 2025 era stata moderata (+2%), ma nel primo trimestre 2026 i dati mostrano un’accelerazione significativa (+7,1% annuo a Torino).
A livello nazionale, il mercato aveva già registrato circa 767.000 compravendite nel 2025 (+6,5% sul 2024), e le previsioni per fine 2026 superano le 800.000 transazioni secondo le proiezioni citate da Il Sole 24 Ore, che sarebbe un livello record.
Il confronto con il quarto trimestre 2025 è altrettanto indicativo: secondo i dati di MonitorImmobiliare (aprile 2026), il mercato torinese nel quarto trimestre 2025 aveva già mostrato un forte rimbalzo stagionale, con un +26,5% nel residenziale rispetto al trimestre precedente (Torino città: +24%; provincia: +29%).
Cosa significa per chi vuole vendere casa a Torino
Il contesto di mercato nel primo trimestre 2026 è favorevole alla vendita, ma con alcune avvertenze importanti che possono fare la differenza tra un rogito rapido e un immobile che resta fermo per mesi.
Il prezzo di partenza è determinante. In un mercato dove gli acquirenti sono più selettivi e informati, un prezzo di listino sovrastimato rallenta la vendita e può generare un effetto negativo: l’immobile “brucia” i migliori acquirenti nelle prime settimane di pubblicazione, che sono quelle con più visite. La trattativa media porta a uno sconto del 6% rispetto al richiesto: un margine che va incorporato nella valutazione iniziale, non scoperto in corsa.
La classe energetica ha un impatto diretto sul valore. Un immobile in classe F o G è percepito come un costo aggiuntivo dall’acquirente, che stima mentalmente il costo dei lavori di efficientamento. Se non si possono o non si vogliono fare lavori prima della vendita, questo deve riflettersi nel prezzo. Gli immobili in classe A o B si vendono più in fretta e con meno trattativa.
La documentazione completa è un acceleratore. Avere l’APE aggiornata, la visura ipocatastale in regola, la conformità urbanistica verificata e tutta la documentazione condominiale disponibile riduce i tempi tecnici post-compromesso e aumenta la fiducia dell’acquirente.
Le zone che corrono di più nel 2026 sono i quartieri semicentrali ben connessi e l’hinterland provinciale, dove la domanda supera l’offerta disponibile. In queste aree il tempo medio di vendita è più breve e lo sconto sul prezzo è inferiore alla media.
Cosa significa per chi vuole acquistare casa a Torino
Il primo trimestre 2026 non è un mercato in saldo, ma offre condizioni migliori rispetto al biennio dei tassi alti. Per chi deve acquistare, la lettura corretta del contesto può fare la differenza.
I mutui sono più accessibili ma non “facili”. I tassi fissi intorno al 3% permettono una pianificazione più stabile rispetto ai variabili del passato, ma la rata va calcolata su un orizzonte conservativo. Il rapporto rata/reddito non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto familiare per garantire sostenibilità nel tempo.
Il costo futuro dell’immobile è parte del prezzo. Un appartamento da ristrutturare a 1.400 €/mq in zona semicentrale può sembrare un’occasione, ma sommando i costi di ristrutturazione (mediamente 700-1.200 €/mq per un intervento completo) e i possibili futuri obblighi normativi energetici, il confronto con un immobile già ristrutturato a 2.000 €/mq può ribaltarsi. Vale la pena fare i conti in anticipo.
Le zone in valorizzazione offrono margine per il futuro. Aree come Lingotto, Mirafiori Nord, Aurora e l’hinterland provinciale (Moncalieri, Collegno, Rivoli) mostrano prezzi ancora contenuti con infrastrutture in miglioramento. Chi acquista oggi con un orizzonte di medio-lungo periodo ha la possibilità di beneficiare della rivalutazione attesa.
Confrontare più immobili e più zone. Il mercato torinese ha differenziali di prezzo significativi tra quartieri adiacenti. Una visita in più e una verifica OMI sulle quotazioni di zona permettono di capire se il prezzo richiesto è in linea con il mercato reale.
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Prospettive mercato immobiliare Torino per il resto del 2026
Sulla base dei dati disponibili e dei principali fattori che influenzano il mercato, è possibile delineare alcune tendenze attese per i trimestri successivi, pur senza pretese di previsione certa.
I tassi restano il principale driver. La BCE ha mantenuto il tasso deposito al 2% nella riunione di aprile 2026, ma le proiezioni di inflazione al 2,6% per il 2026 (con rischi al rialzo legati agli shock energetici) suggeriscono che il ciclo di ribasso potrebbe rallentare o stabilizzarsi. Un’inversione di tendenza sui tassi, seppur attualmente non nello scenario base, rallenterebbe la domanda in modo rapido, come già dimostrato nel biennio 2022-2023. Questo elemento va monitorato con attenzione.
La domanda di qualità continuerà a guidare il mercato. La selezione degli acquirenti verso immobili efficienti, ristrutturati e ben posizionati è una tendenza strutturale, non congiunturale. Chi offre qualità troverà acquirenti. Chi propone immobili datati a prezzi di mercato dovrà adeguarsi alle aspettative.
Il mercato delle locazioni resterà sotto pressione. L’offerta strutturale di alloggi in affitto a Torino non cresce abbastanza da soddisfare una domanda in continuo aumento. Studenti, lavoratori temporanei e famiglie che non riescono ad accedere al mutuo alimentano una domanda stabile. I canoni potrebbero continuare a crescere, con una moderazione rispetto ai picchi del biennio precedente.
La provincia continuerà a guadagnare quote di mercato. La tendenza all’acquisto fuori dal capoluogo, già molto marcata nel 2025 (+11% in provincia contro +6,8% in città), è destinata a proseguire. Il telelavoro, la ricerca di metrature più ampie a prezzi accessibili e il miglioramento della viabilità verso i comuni dell’hinterland favoriscono questo spostamento.
Il segmento del nuovo è in forte espansione. La crescita del +14,6% nelle nuove costruzioni nel Q1 2026 segnala un cambio di preferenza degli acquirenti verso immobili già conformi alle nuove normative energetiche. Costruttori e developer che offrono edifici efficienti potranno beneficiare di questa dinamica, anche se l’offerta di nuove costruzioni a Torino è storicamente contenuta.
Le previsioni per l’anno intero sono caute ma positive. Secondo le stime di Il Sole 24 Ore, il 2026 potrebbe chiudersi a livello nazionale con oltre 800.000 compravendite residenziali. FIAIP Torino aveva indicato, nell’Osservatorio 2025, un anno 2026 “stabile ma più lento” rispetto al rimbalzo del 2025, con incertezze geopolitiche che frenano le previsioni puntuali. I primi dati del primo trimestre sembrano invece più positivi del previsto.
Conclusioni
Il mercato immobiliare nel primo trimestre 2026 conferma una fase positiva, radicata nella ripresa avviata nella seconda metà del 2024 e accelerata dal miglioramento delle condizioni creditizie. A livello nazionale, quasi 180.000 abitazioni scambiate in tre mesi con una crescita del +4,4% rappresentano un segnale solido. A livello territoriale, il Nord Ovest e Torino in particolare emergono tra le aree più dinamiche d’Italia.
Torino si distingue come prima città italiana per crescita dei prezzi nel Q1 2026 (+7,1%) e registra uno dei tassi di crescita delle compravendite più elevati (+9,2%). La domanda è reale, prevalentemente abitativa, sostenuta da una base di famiglie e privati che tornano al mercato dopo gli anni di tassi alti. L’hinterland provinciale cresce ancora più velocemente della città, intercettando una domanda che cerca metratura e qualità a prezzi accessibili.
I mutui restano accessibili ma non privi di rischi: i tassi fissi intorno al 3% offrono stabilità, ma l’incertezza macroeconomica (inflazione, scenario geopolitico) suggerisce prudenza nelle scelte finanziarie a lungo termine.
Per chi vende: il momento è favorevole, ma il prezzo corretto e la qualità dell’immobile fanno ancora la differenza tra vendere in tempi brevi e restare sul mercato a lungo.
Per chi acquista: le condizioni sono migliori rispetto al 2023, ma la selezione deve essere attenta, tenendo conto del costo energetico futuro dell’immobile e della sostenibilità del mutuo.
Se vuoi investire: il mercato torinese offre ancora rendimenti competitivi, soprattutto nel segmento locativo su bilocali e trilocali nelle zone universitarie e semicentrali. La crescita dell’hinterland apre opportunità interessanti per chi ha un orizzonte temporale di medio periodo.
Leggere i dati correttamente, affidarsi a valutazioni professionali e confrontare le quotazioni reali di zona resta il punto di partenza indispensabile per qualsiasi decisione immobiliare.
Fonti: Agenzia delle Entrate – Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) Statistiche trimestrali residenziali, primo trimestre 2026 — Comunicato stampa del 10 giugno 2026, Centro Studi FIAIP Torino Osservatorio Immobiliare 2025 — Torino e Provincia, pubblicato aprile 2026, Centro Studi FIAIP Nazionale con ENEA e I-Com Osservatorio FIAIP 2026 — mercato immobiliare, prezzi, affitti e previsioni, marzo 2026, Immobiliare.it Insights, Abitare Co. su dati OMI, ABI – Associazione Bancaria Italiana, MonitorImmobiliare / Torino Oggi.