Vendere casa ereditata a Torino: hai ereditato una casa a Torino e stai pensando di venderla? Forse hai già la sensazione che non sia una procedura semplice come vendere un immobile di tua proprietà. E hai ragione: ci sono passaggi legali da rispettare, tasse da calcolare, documenti da raccogliere — e, se siete più eredi, potenziali complicazioni familiari da gestire.
Questa guida è pensata per rispondere a tutte le domande che ti stai ponendo, in ordine logico e con un linguaggio chiaro. Alla fine troverai anche i link agli articoli di approfondimento su ciascun tema.
- Vendere casa ereditata: è possibile?
- Il primo passo per vendere casa ereditata: la dichiarazione di successione
- Accettazione dell’eredità: espressa o tacita?
- La trascrizione dell’accettazione ereditaria: il passaggio che blocca i rogiti
- Vendere casa ereditata: La voltura catastale
- I documenti necessari per vendere casa ereditata
- Le tasse per vendere casa ereditata
- Vendere casa ereditata con più fratelli o coeredi
- Quanto tempo ci vuole per vendere casa ereditata?
- Consigli pratici per chi vuole vendere casa ereditata a Torino
- Riepilogo: le tappe per vendere casa ereditata a Torino

Vendere casa ereditata: è possibile?
Sì, assolutamente. Vendere un immobile ricevuto in successione è possibile, ma a una condizione fondamentale: devi essere diventato proprietario a tutti gli effetti.
Molti confondono due adempimenti diversi:
- La dichiarazione di successione è un obbligo fiscale: serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate il passaggio di beni dal defunto agli eredi.
- L’accettazione dell’eredità è l’atto legale che ti rende effettivamente proprietario dell’immobile.
Senza accettazione dell’eredità non sei titolato a vendere l’immobile. Questo è il primo malinteso da chiarire.
Il primo passo per vendere casa ereditata: la dichiarazione di successione
Quando si riceve in eredità un immobile, il primo passo a livello giuridico è presentare la dichiarazione di successione, con la quale si notifica il trasferimento della casa agli eredi ai fini fiscali. Tale dichiarazione deve essere presentata entro un anno dal decesso di chi l’ha lasciata in eredità.
Dal 1° gennaio 2018 è possibile presentarla telematicamente attraverso il software disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure affidarsi a un notaio o a un CAF. CASALAND Agenzia Immobiliare Torino è in grado di offrirti questo servizio grazie alla collaborazione con il nostro partner Centro Servizi Fiscali.
Cosa contiene la dichiarazione di successione? L’elenco di tutti i beni del defunto: immobili, conti correnti, titoli, autoveicoli. Per gli immobili si indica il valore catastale, che servirà come base per il calcolo delle imposte.
Cosa succede se non si presenta in tempo? Qualora la dichiarazione venga presentata oltre i limiti temporali stabiliti, si è soggetti a sanzione e a impossibilità di vendita in assenza di essa.
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Accettazione dell’eredità: espressa o tacita?
La proprietà dell’immobile non si trasferisce automaticamente agli eredi al momento del decesso del proprietario, ma richiede un’accettazione formale dell’eredità, che può avvenire in due modi: accettazione espressa, mediante un atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio (art. 474 c.c.); accettazione tacita, che si realizza attraverso comportamenti concludenti, come la vendita dell’immobile o il pagamento delle imposte sulla proprietà (art. 476 c.c.).
Accettazione espressa: si va dal notaio, si firma una dichiarazione formale. È il percorso più chiaro e diretto.
Accettazione tacita: avviene quando compi azioni che presuppongono la volontà di accettare l’eredità — per esempio, quando decidi di mettere in vendita la casa. Anche se l’accettazione tacita è comune, comporta un passaggio aggiuntivo durante la compravendita immobiliare: durante il rogito notarile, il notaio deve ufficializzare l’accettazione tacita con la trascrizione, che conferma il passaggio della proprietà dall’originario proprietario defunto all’erede che desidera vendere.
Quanto tempo hai per accettare? La legge italiana ti dà un massimo di dieci anni per accettare l’eredità. Chi vuole vendere la casa dopo i 10 anni dovrà dimostrare di aver accettato l’eredità entro questo termine, e la sola dichiarazione di successione non è prova sufficiente.
👉 Approfondisci: Accettazione tacita di eredità e vendita dell’immobile: tutto quello che devi sapere
La trascrizione dell’accettazione ereditaria: il passaggio che blocca i rogiti
Questo è forse il passaggio meno noto ma più critico dell’intera procedura.
Per vendere un immobile ereditato non basta aver presentato la dichiarazione di successione: a questo si aggiungono altri due atti, l’accettazione dell’eredità e la trascrizione dell’accettazione ereditaria. Senza di questi, la compravendita non può andare a buon fine.
In assenza di atto formale preventivo, si parla di accettazione tacita di eredità, a cui seguirà, sempre entro 10 anni, una formalità che prende il nome di trascrizione dell’accettazione tacita di eredità. Viene svolta durante l’atto di compravendita dal notaio e ha un costo medio, a carico del venditore, di circa 600 euro per ogni successione anche in presenza di più immobili. Sono inoltre da pagare la tassa ipotecaria fissa di 35€ per ogni nota di trascrizione.
In pratica: se non hai fatto l’accettazione espressa prima, il notaio la farà al rogito — ma non puoi evitarla.
Vendere casa ereditata: La voltura catastale
Per vendere una casa ereditata è necessario presentare entro 30 giorni dalla dichiarazione di successione la domanda di voltura catastale all’ufficio del catasto competente dell’Agenzia delle Entrate. Questa procedura comporta il pagamento di un tributo speciale di 55 euro e un’imposta di bollo di 16 euro ogni 4 pagine di domanda.
La voltura catastale aggiorna i registri catastali, comunicando il cambio di titolarità dell’immobile dal defunto all’erede. È un passaggio burocratico necessario prima di poter procedere alla vendita.
I documenti necessari per vendere casa ereditata
Oltre ai documenti normalmente richiesti in qualsiasi compravendita immobiliare (APE, visura catastale, planimetria, conformità urbanistica, certificato di agibilità), per una casa ereditata dovrai presentare una documentazione aggiuntiva specifica.
Per la compravendita di un immobile ereditato sono necessari: l’atto di provenienza del de cuius (la persona deceduta), ovvero l’atto con cui il defunto divenne proprietario dell’immobile oggi ereditato. Dovrai quindi risalire a come il defunto aveva acquistato o ricevuto quella casa.
Nella pratica, la lista completa comprende:
- Dichiarazione di successione registrata e ricevuta pagamento imposte
- Certificato di morte del de cuius
- Accettazione dell’eredità (espressa o trascrizione dell’accettazione tacita)
- Atto di provenienza del defunto (come era diventato proprietario)
- Visura catastale aggiornata con intestatario erede
- Planimetria catastale conforme allo stato di fatto
- APE (Attestato di Prestazione Energetica)
- Visura ipotecaria (assenza di ipoteche o gravami)
- Certificato di agibilità
- Eventuali atti di divisione ereditaria, se presenti più eredi
👉 Approfondisci: Documenti per vendere casa ereditata: la checklist completa
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Le tasse per vendere casa ereditata
Questo è il tema che genera più dubbi. Facciamo ordine.
Imposta di successione
Prima di poter vendere, devi aver pagato l’imposta di successione. La cifra viene calcolata sulle aliquote che variano a seconda del grado di parentela dell’erede: 4% sul valore catastale dell’immobile con franchigia pari a 1.000.000 di euro per coniuge e figli. Per fratelli e sorelle l’aliquota è del 6% con franchigia di 100.000 euro, per altri parenti è del 6% senza franchigia, per estranei l’8% senza franchigia.
A partire dal 1° gennaio 2025, gli eredi sono tenuti a calcolare autonomamente e versare l’imposta di successione entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione. È possibile effettuare un pagamento rateale, versando almeno il 20% dell’importo dovuto entro i 90 giorni e il restante in 8 rate trimestrali.
A queste si aggiungono l’imposta ipotecaria (2% del valore catastale) e l’imposta catastale (1%), ridotte a 200 euro ciascuna in caso di agevolazioni prima casa.
Plusvalenza: la buona notizia
Qui c’è una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo a molti eredi: se si tratta della vendita di una casa ereditata, essa è sempre esclusa dalla plusvalenza immobiliare.
La regola normale prevede che chi vende un immobile entro 5 anni dall’acquisto paghi una tassa sul guadagno (la plusvalenza). Per le case ereditate questa regola non si applica: l’eredità non è considerata un atto speculativo.
Se l’immobile viene venduto entro 5 anni dall’acquisizione ereditaria, può sorgere un obbligo di tassazione sulla plusvalenza in base all’art. 67 TUIR, ma ad esclusione di quelli acquisiti per successione. La plusvalenza non si applica se l’immobile è stato utilizzato come abitazione principale del venditore o dei suoi familiari per la maggior parte del periodo di possesso.
Attenzione però: se in sede di successione erano state richieste agevolazioni prima casa, la cessione seguirà le regole della vendita della prima casa prima dei 5 anni. In quel caso la situazione cambia, ed è bene verificarla con il proprio notaio o commercialista.
👉 Approfondisci: Tasse sulla vendita di un immobile ereditato: guida completa
Vendere casa ereditata con più fratelli o coeredi
Questa è spesso la parte più complicata — non per le norme, ma per le dinamiche familiari.
Quando si riceve in eredità un immobile e gli eredi sono più di uno, si parla di coeredità: l’immobile appartiene a tutti gli effetti a tutti gli eredi designati dal defunto proprietario, anche se può accadere che ognuno detenga una quota di proprietà diversa.
La regola di base è netta: è necessario l’accordo di tutti per vendere la casa ereditata. Infatti, con l’accettazione dell’eredità, i chiamati diventano comproprietari dei beni lasciati dal defunto.
Se un erede non vuole vendere
Se un co-erede non vuole vendere, si può tentare una divisione dell’immobile o ricorrere alla vendita della singola quota, tenendo presente il diritto di prelazione previsto dal Codice Civile (art. 732 c.c.).
In concreto, le strade disponibili sono tre:
1. Accordo consensuale tra eredi (divisione contrattuale) È la soluzione migliore: tutti gli eredi si accordano davanti a un notaio e decidono come dividere o vendere l’immobile. La divisione contrattuale si ha quando i coeredi concordano sull’effettuazione della divisione e sul suo contenuto; il contratto di divisione deve essere stipulato tra tutti i coeredi, a pena di nullità.
2. Vendita della propria quota Un erede può decidere di vendere la sua quota a un terzo. Attenzione però: nella comunione ereditaria, a differenza della comunione ordinaria, esiste il retratto successorio, che permette agli eredi di riscattare la quota dal terzo acquirente. Gli altri coeredi hanno diritto di prelazione.
3. Divisione giudiziale (ultima ratio) Se gli eredi non raggiungono un accordo per la divisione dell’eredità, possono ricorrere al Tribunale per una divisione giudiziale. Questo processo inizia con un tentativo obbligatorio di mediazione e, in assenza di accordo, prosegue con un’azione legale in cui il giudice deciderà sulla divisione dei beni.
Se i beni non sono divisibili equamente e nessun erede ne richiede l’assegnazione, il giudice può ordinare la vendita e la distribuzione del ricavato tra i coeredi. Va detto che questa è la soluzione più lenta, costosa ed emotivamente pesante: meglio evitarla se possibile.
👉 Approfondisci: Come vendere casa ereditata con più fratelli o coeredi
Quanto tempo ci vuole per vendere casa ereditata?
I tempi dipendono molto dalla situazione di partenza. Se i documenti sono in ordine e non ci sono conflitti tra eredi, le tempistiche indicative sono:
- Dichiarazione di successione: da 2 a 6 settimane per prepararla, va presentata entro 12 mesi dal decesso
- Pagamento imposte di successione: entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione (novità 2025)
- Voltura catastale: entro 30 giorni dalla dichiarazione di successione
- Accettazione espressa dell’eredità: qualche giorno per fissare l’appuntamento dal notaio
- Ricerca acquirente e trattativa: variabile (a Torino, in media 3-6 mesi in base al quartiere)
Il percorso complessivo, con tutto in regola, richiede tipicamente dai 4 ai 9 mesi. In presenza di più eredi non concordi o di problemi documentali, i tempi possono allungarsi significativamente.
Consigli pratici per chi vuole vendere casa ereditata a Torino
Verifica subito i documenti dell’immobile. Prima ancora di pensare al prezzo di vendita, accertati che la casa sia catastalmente e urbanisticamente in regola. Difformità, abusi edilizi o planimetrie non conformi potrebbero bloccare il rogito e costringerti a regolarizzazioni costose.
Fai una visura ipotecaria. Chi ha intenzione di vendere una casa ereditata dovrebbe sempre prima verificarne la proprietà, che deve essere effettivamente del defunto, in assenza di vincoli, ipoteche o comproprietari.
Parla con tutti i coeredi prima di avviare la vendita. Anche se pensi che l’accordo sia scontato, mettere tutto nero su bianco fin dall’inizio evita sorprese. Un disaccordo emerso a trattativa avviata può far saltare la vendita e causare danni economici a tutti.
Affidati a un’agenzia immobiliare con esperienza in successioni. La vendita di un immobile ereditato ha complessità specifiche che non tutte le agenzie conoscono a fondo. Una buona agenzia coordina notaio, acquirente ed eredi, gestisce la raccolta documentale e riduce i rischi di intoppi last minute. CASALAND Agenzia Immobiliare Torino è in grado di supportarti in questo delicato passaggio, avendo seguito numerose compravendite legate ad eredità anche con 8 eredi.
Non aspettare troppo. Ogni mese che passa senza vendere è un costo: IMU, spese condominiali, utenze, manutenzione. Soprattutto se la casa è vuota, il tempo gioca contro di te.
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Riepilogo: le tappe per vendere casa ereditata a Torino
- Presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dal decesso
- Pagare le imposte di successione (entro 90 giorni dalla dichiarazione, dal 2025)
- Richiedere la voltura catastale entro 30 giorni
- Procedere all’accettazione dell’eredità (espressa dal notaio o tacita con trascrizione al rogito)
- Verificare la situazione documentale e urbanistica dell’immobile
- Accordarsi tra tutti i coeredi sulla vendita (se si è in più eredi)
- Affidare l’incarico a un’agenzia immobiliare e avviare la commercializzazione
- Firmare la proposta d’acquisto e poi il rogito notarile
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