Il secondo trimestre 2026 (aprile-giugno) consegna una fotografia del mercato immobiliare torinese più sfumata di quella, decisamente positiva, descritta nel nostro report del primo trimestre 2026. I dati ufficiali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, pubblicati il 10 settembre 2026, mostrano un mercato nazionale sostanzialmente fermo su base annua (+0,1%) ma in accelerazione rispetto ai primi tre mesi dell’anno (+12,2%). Torino si inserisce in questo quadro con compravendite in crescita moderata su base annua e in netta ripresa rispetto al trimestre precedente, mentre sul fronte dei prezzi si conferma, secondo Immobiliare.it Insights, la città con la crescita percentuale più marcata tra le principali aree metropolitane italiane nel primo semestre 2026.
Sul fronte del credito, la novità più rilevante del trimestre arriva a ridosso della sua chiusura: dopo un primo semestre di tassi stabili, la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di riferimento sia a giugno sia il 10 settembre 2026, invertendo la narrazione di “costo del denaro in discesa” che aveva caratterizzato l’inizio dell’anno.
Come nel report precedente, distinguiamo sempre con attenzione tra prezzi richiesti negli annunci, prezzi effettivi di compravendita (quotazioni FIAIP e indici OMI/ISTAT) e dati di volume (numero di transazioni, NTN), indicando per ciascun dato la fonte e il periodo esatto di riferimento.
- Il mercato immobiliare nazionale e piemontese nel secondo trimestre 2026
- Compravendite e mercato immobiliare a Torino nel secondo trimestre 2026
- Andamento dei prezzi delle abitazioni
- Prezzi delle case nelle diverse zone di Torino
- Quartieri di Torino dove i prezzi sono cresciuti di più
- Domanda, offerta e comportamento degli acquirenti
- Il ruolo dei mutui e dei tassi di interesse
- Mercato immobiliare delle locazioni
- Confronto storico e struttura del mercato
- Cosa significa per chi vuole vendere o comprare casa a Torino
- Investire nel mercato immobiliare di Torino nel 2026
- Prospettive per il secondo semestre 2026
- Conclusioni

Il mercato immobiliare nazionale e piemontese nel secondo trimestre 2026
A livello nazionale, secondo la nota dell’Osservatorio OMI dell’Agenzia delle Entrate, tra aprile e giugno 2026 sono state registrate 201.596 compravendite di abitazioni, contro le 201.344 dello stesso trimestre del 2025: una variazione tendenziale di appena +0,1%, che certifica una sostanziale stabilità del mercato residenziale italiano su base annua. Il confronto con il primo trimestre 2026 racconta però una storia diversa: le compravendite sono aumentate di 21.941 unità, pari a +12,2% congiunturale, un incremento che riguarda tutte le otto principali città metropolitane monitorate e che riflette in buona parte la stagionalità primaverile-estiva del mercato immobiliare.
Il segmento del mercato immobiliare più dinamico resta quello delle nuove costruzioni: 12.902 compravendite nel trimestre, +30,8% rispetto alle 9.866 dello stesso periodo 2025 e +19,1% rispetto alle 10.835 del primo trimestre 2026. La quota di abitazioni nuove sul totale delle transazioni residenziali è salita al 6,4%, dal 6,0% del trimestre precedente e dal 5,0% del secondo trimestre 2025. Le abitazioni esistenti, al contrario, registrano una lieve flessione tendenziale (-0,8%).
Sul fronte del credito, il tasso di interesse medio applicato alla prima rata dei mutui resta stabile intorno al 3,6%, mentre il capitale complessivamente finanziato supera i 12 miliardi di euro a livello nazionale, circa 325 milioni in più rispetto al secondo trimestre 2025. La quota di acquisti agevolati con il bonus “prima casa” resta prossima al 73%, e la quota di acquisti da parte di persone fisiche assistiti da mutuo si attesta al 46,6% (in lieve calo congiunturale, ma in aumento tendenziale).
A livello regionale, l’ultimo dato disponibile con granularità trimestrale è quello dell’Osservatorio trimestrale sul mercato residenziale del Piemonte di Immobiliare.it Insights, relativo però al primo trimestre 2026: prezzi di vendita regionali +3,4% su base annua, canoni di locazione +4,5%, con un valore medio regionale per l’acquisto di circa 1.438 €/mq e per l’affitto poco più di 10 €/mq mensili. Alla data di redazione di questo report, l’aggiornamento specifico del secondo trimestre 2026 relativo al mercato immobiliare per il Piemonte non risultava ancora pubblicato: lo dichiariamo esplicitamente e, dove necessario, integriamo con il Market Monitor H1 2026 dello stesso Immobiliare.it Insights, che copre l’intero primo semestre (gennaio-giugno) e quindi include il periodo di nostro interesse, pur non isolandolo.
Compravendite e mercato immobiliare a Torino nel secondo trimestre 2026
Il dato più solido e recente sulle compravendite torinesi nel Q2 2026 arriva dall’elaborazione di Abitare Co. sui dati OMI dell’Agenzia delle Entrate, relativa alle otto principali città metropolitane italiane (Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Palermo).
Confronto tendenziale (Q2 2026 vs Q2 2025). Sul totale delle compravendite residenziali, Torino registra un +0,6% su base annua — una crescita modesta ma positiva, che colloca la città in quarta posizione tra le otto metropoli, dietro Napoli (+4,2%), Genova (+2,9%) e Bologna (+1,1%), e davanti a Roma (+0,4%), Milano (sostanzialmente stabile) e alle flessioni di Palermo (-2,6%) e Firenze (-8,2%).
Confronto congiunturale mercato immobiliare (Q2 2026 vs Q1 2026)
Qui il quadro cambia sensibilmente: Torino cresce dell’+11,2%rispetto ai primi tre mesi dell’anno, terza tra le grandi città dopo Bologna (+15,0%) e Firenze (+12,9%), e davanti a Roma (+10,3%), Milano (+10,1%), Genova (+8,3%), Napoli (+7,1%) e Palermo (+5,8%).
Nel primo trimestre 2026 il mercato immobiliare a Torino aveva fatto segnare 3.913 transazioni residenziali (+9,2% su base annua, la crescita percentuale più elevata tra le grandi città in quel trimestre). Applicando la variazione congiunturale pubblicata da Abitare Co. (+11,2%), il volume del secondo trimestre 2026 si può stimare in circa 4.350 transazioni nel comune di Torino. Si tratta di una stima calcolata a partire dai due dati percentuali ufficiali (tendenziale e congiunturale) pubblicati da Abitare Co./OMI, non di un valore assoluto diffuso direttamente dalla fonte: la invitiamo quindi a essere considerata come ordine di grandezza indicativo, non come dato di consuntivo puntuale.
Che cosa significa in pratica
Il rallentamento della crescita tendenziale rispetto al +9,2% del primo trimestre — pur restando in territorio positivo — segnala che il picco di espansione delle compravendite osservato a inizio 2026 non si è ripetuto con la stessa intensità nel trimestre successivo. Allo stesso tempo, la forte accelerazione congiunturale (+11,2%) conferma che la primavera-estate resta, come da consuetudine stagionale, il periodo più vivace dell’anno per il mercato residenziale torinese. Il mercato, in altre parole, sta consolidando la crescita avviata nel 2025 più che accelerarla ulteriormente.
Sul fronte delle nuove costruzioni, Torino mostra invece uno dei segnali più dinamici tra le otto città: +50,7% di compravendite di abitazioni nuove rispetto al primo trimestre 2026 (quarta miglior performance dopo Genova, Palermo e Napoli), sebbene la quota di nuovo sul totale delle transazioni cittadine resti contenuta al 4,2%, inferiore a Milano (12,1%), Bologna (8,3%) e Roma (7,8%).
Mercato immobiliare a Torino: confronto con le altre grandi città italiane
| Città metropolitana | Var. tendenziale Q2 2026/Q2 2025 | Var. congiunturale Q2 2026/Q1 2026 | Quota abitazioni nuove sul totale |
|---|---|---|---|
| Napoli | +4,2% | +7,1% | 1,6% |
| Genova | +2,9% | +8,3% | 2,3% |
| Bologna | +1,1% | +15,0% | 8,3% |
| Torino | +0,6% | +11,2% | 4,2% |
| Roma | +0,4% | +10,3% | 7,8% |
| Milano | ~0,0% | +10,1% | 12,1% |
| Palermo | -2,6% | +5,8% | 3,1% |
| Firenze | -8,2% | +12,9% | 4,5% |
Fonte: elaborazione Abitare Co. su dati Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), Agenzia delle Entrate — secondo trimestre 2026.
Torino, dunque, non è più la città con la crescita tendenziale più forte tra le grandi metropoli italiane (primato che deteneva nel primo trimestre 2026), ma resta solidamente nella parte alta della classifica sia per la dinamica congiunturale sia — come vedremo nel prossimo paragrafo — per la crescita dei prezzi.
Andamento dei prezzi delle abitazioni
Sul fronte dei valori, la fonte più aggiornata e comparabile a livello di grandi città è il Market Monitor H1 2026 di Immobiliare.it Insights, realizzato in collaborazione con Tecnocasa, ISTAT e dati OMI, che fotografa l’andamento dei prezzi nel primo semestre 2026 (gennaio-giugno), quindi comprensivo del secondo trimestre. Attenzione: questo è un dato semestrale, non trimestrale isolato, e lo segnaliamo esplicitamente perché non esiste, allo stato attuale delle fonti disponibili, un indice di prezzo torinese isolato per il solo Q2 2026.
Secondo questo monitor, i prezzi delle abitazioni in vendita in Italia sono cresciuti del +4,3% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, portando il valore medio nazionale a circa 2.200 €/mq. Torino è la città che, tra i principali mercati metropolitani italiani, ha registrato la crescita percentuale più forte: +8,3% su base semestrale annua, davanti a Genova (+6,6%) e Roma (+6,1%, che con questo rialzo raggiunge 3.826 €/mq superando Bologna, ferma a 3.821 €/mq con +5,7%). Milano resta la città più cara in valore assoluto, con 5.675 €/mq e un incremento più contenuto (+2,6%); Firenze supera i 4.700 €/mq (+3,5%).
Questo dato conferma, con metodologia diversa da quella OMI/Abitare Co. sulle compravendite, la stessa tendenza già descritta nel report del primo trimestre: Torino cresce nei prezzi più velocemente delle altre grandi città italiane, pur partendo da un valore assoluto più basso rispetto a Milano, Roma, Firenze e Bologna. È bene però chiarire un punto metodologico: le fonti disponibili non riportano, per questo specifico Market Monitor H1 2026, il valore assoluto in €/mq di Torino — solo la variazione percentuale. Per il valore assoluto occorre quindi fare riferimento ad altre rilevazioni, con metodologie e perimetri differenti:
- Immobiliare.it Insights, Osservatorio Piemonte (dato Q1 2026, non ancora aggiornato al Q2): a Torino comprare casa costa in media circa 2.200 €/mq (+7,4% su base annua), seconda area più cara della regione dopo Verbania.
- Wikicasa (prezzi richiesti negli annunci, agosto 2026): prezzo medio richiesto 2.086 €/mq, +5% rispetto ad agosto 2025 (1.983 €/mq).
- Portale Immobiliare.it (prezzi richiesti negli annunci, agosto 2026): valore più alto nella zona Centro con 4.207 €/mq, valore più basso nella zona Vallette-Lucento-Madonna di Campagna con 1.488 €/mq.
Come si può notare, i valori medi cittadini oscillano tra circa 2.086 e 2.200 €/mq a seconda della fonte e del mese di rilevazione, mentre i valori delle zone centrali variano più sensibilmente (da 3.834 a oltre 4.200 €/mq) in base a come ciascun portale definisce i confini della zona “Centro”. Questa non è un’incongruenza dei dati, ma una conseguenza fisiologica di metodologie di rilevazione differenti: gli indici basati sui prezzi richiesti negli annunci (Immobiliare.it, Wikicasa, Idealista) tendono a essere più sensibili alle variazioni mensili e alla composizione dell’offerta pubblicata in un dato momento, mentre gli indici FIAIP e OMI si basano su transazioni effettivamente concluse e quotazioni di mercato, aggiornati con cadenza annuale o semestrale. Non vanno quindi sommati o confrontati come se fossero la stessa grandezza.
Prezzi delle case nelle diverse zone di Torino
Per l’analisi zona per zona, la fonte più autorevole e metodologicamente solida resta l’Osservatorio Immobiliare 2025 del Centro Studi FIAIP Torino, pubblicato il 23 aprile 2026 e basato su quotazioni di mercato e transazioni concluse (non su prezzi richiesti negli annunci). Al momento della redazione di questo report, FIAIP Torino non aveva ancora diffuso un aggiornamento specifico di metà 2026 a livello di singolo quartiere: i valori che seguono si riferiscono quindi all’intero anno 2025 e li presentiamo esplicitamente come “ultimo dato disponibile”, in attesa del prossimo Osservatorio FIAIP.
| Zona di Torino | Prezzo medio 2025 (€/mq) | Variazione 2025/2024 |
|---|---|---|
| Crocetta | 2.645 | +2,5% |
| Cenisia | 2.350 | — |
| San Paolo | 2.200 | +4,8% |
| San Salvario | 2.155 | +5,0% |
| Santa Rita | 1.945 | +5,0% |
| Parella | 1.900 | +4,1% |
| Nizza Millefonti | 1.850 | +0,5% |
| San Donato | 1.785 | +5,0% |
| Mirafiori Nord | 1.670 | +1,3% |
| Mirafiori Sud | 1.590 | +1,2% |
| Borgo Po e piedi della collina | n.d. | +4,0% |
Fonte: Osservatorio Immobiliare 2025, Centro Studi FIAIP Torino (pubblicato aprile 2026). I valori rappresentano quotazioni medie di mercato per zona, non prezzi richiesti negli annunci. La variazione è calcolata rispetto al 2024.
A questa fotografia “di transazione” affianchiamo, per completezza e senza mescolarla nella stessa tabella, un’istantanea più recente ma di natura diversa — i prezzi richiesti negli annunci pubblicati sui portali immobiliari ad agosto 2026, utile per cogliere gli estremi della forbice cittadina:
- Zona più cara: Centro / Quadrilatero Romano / Giardini Reali / Repubblica, tra 3.834 e 4.207 €/mq a seconda del portale (Wikicasa, Immobiliare.it).
- Zona più economica: Barriera di Milano / Vallette / Lucento / Madonna di Campagna, tra 1.219 e 1.488 €/mq a seconda del portale e della definizione dei confini di zona.
Anche nell’area extraurbana la crescita del mercato immobiliare resta significativa: secondo FIAIP Torino, nel 2025 la provincia (esclusa la città) ha fatto segnare 21.642 compravendite (+11% sulle transazioni, +2,2% sui prezzi), con i comuni di Collegno, Rivoli, Settimo Torinese, Orbassano e Moncalieri tra le aree con le quotazioni medie più elevate della cintura torinese.
Quartieri di Torino dove i prezzi sono cresciuti di più
Sulla base dei dati FIAIP 2025 sopra riportati — gli ultimi disponibili con dettaglio di quartiere — le aree con la crescita percentuale annua più marcata sono San Salvario, San Donato e Santa Rita, tutte a +5%, seguite da San Paolo (+4,8%), Borgo Po e i piedi della collina (+4%) e Parella (+4,1%). Merita una menzione a parte Barca-Bertolla, che con un +6% ha fatto segnare l’incremento percentuale più alto in assoluto tra i quartieri monitorati da FIAIP, pur partendo da valori assoluti contenuti.
Alcune possibili spiegazioni — che presentiamo esplicitamente come interpretazione, non come nesso di causalità dimostrato dai dati disponibili:
- San Salvario e San Donato beneficiano della vicinanza al centro storico e a Porta Nuova/Porta Susa, unita a un tessuto di locali, ristoranti e vita notturna che negli ultimi anni ha attratto una domanda giovane e una componente di investitori orientati alla locazione breve e transitoria.
- Santa Rita e San Paolo, aree semicentrali della zona sud-ovest, restano trainate — secondo le dichiarazioni di FIAIP Torino riportate nella stampa specializzata — da un buon rapporto tra qualità abitativa, servizi e prezzo ancora relativamente accessibile rispetto al centro.
- Barca-Bertolla, quartiere periferico con prezzi tra i più contenuti della città, mostra un effetto tipico delle fasi di ripresa del ciclo immobiliare: la domanda “in cerca di accessibilità” si sposta verso le aree dove il rapporto qualità-prezzo resta più favorevole, spingendo al rialzo percentuale zone che partono da valori assoluti bassi.
- Il proseguimento dei cantieri della Linea 2 della metropolitana, di cui abbiamo parlato in un nostro precedente approfondimento, continua a rappresentare un fattore di attenzione per gli operatori nei quartieri di Aurora, Barriera di Milano e Rebaudengo lungo il futuro tracciato, sebbene i dati FIAIP 2025 non isolino ancora un effetto prezzo misurabile per queste aree specifiche.
Va sottolineato con chiarezza: non disponiamo di dati di quartiere aggiornati al secondo trimestre 2026. Le dinamiche descritte in questo paragrafo fotografano l’andamento dell’intero 2025 e vanno lette come base di partenza, non come conferma di un trend proseguito invariato nei primi sei mesi del 2026.
Domanda, offerta e comportamento degli acquirenti
I dati più recenti su domanda, offerta e tempi di vendita a Torino arrivano dal Secondo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2026 di Nomisma, pubblicato il 10 luglio 2026 e riferito al primo semestre dell’anno (quindi anch’esso un dato semestrale, non isolato sul solo Q2).
Secondo questa rilevazione, la composizione della domanda nel mercato immobiliare Torinese sta cambiando: la quota di chi cerca casa per acquistarla è passata dal 44% al 49% del totale delle richieste registrate dagli agenti, restando comunque ancora leggermente inferiore a quella orientata alla locazione. Per gli immobili nuovi o recentemente ristrutturati, il tempo medio necessario per concludere una vendita è di 3,7 mesi; per gli immobili usati, 3,8 mesi. Lo sconto medio tra prezzo richiesto e prezzo di vendita si è ridotto al 4,5% per il nuovo/ristrutturato e al 9% per l’usato, un segnale — secondo Nomisma — di una domanda che continua a sostenere le quotazioni e lascia meno margine di trattativa rispetto ai trimestri più deboli del recente passato.
Coerentemente con questi tempi contenuti, i dati dell’Osservatorio Piemonte di Immobiliare.it Insights relativo al primo trimestre 2026 (ultimo disponibile a livello regionale con questo dettaglio) segnalano una pressione di domanda in aumento nel comparto vendite (+6,4% di contatti medi per annuncio) a fronte di un’offerta in leggera contrazione (-2,7%): un mercato, quindi, ancora orientato a favore di chi vende, sebbene con margini meno ampi rispetto al 2022-2023.
Quali immobili si vendono più rapidamente
Coerentemente con quanto già osservato nel report del primo trimestre, restano favoriti gli appartamenti di medie dimensioni (bilocali e trilocali tra 50 e 80 mq), ristrutturati o di recente costruzione, con classe energetica buona, in zone semicentrali ben collegate al trasporto pubblico. Gli immobili datati, da ristrutturare o con classe energetica scarsa continuano invece a richiedere tempi di vendita più lunghi e un margine di trattativa più ampio, in linea con il differenziale osservato da Nomisma tra nuovo/ristrutturato (sconto 4,5%) e usato (sconto 9%).
Il ruolo dei mutui e dei tassi di interesse
Questa sezione segna il cambiamento più significativo rispetto al report del primo trimestre 2026, che descriveva tassi “su livelli più sostenibili rispetto al biennio 2022-2023”. Nel corso del secondo trimestre e nelle settimane immediatamente successive, il quadro si è parzialmente ribaltato.
Fino a maggio 2026 la Banca Centrale Europea aveva mantenuto una politica di tassi stabili. A giugno 2026 il Consiglio direttivo ha deciso un primo rialzo di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25% e quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%. Dopo aver lasciato i tassi invariati nella riunione di luglio, la BCE è tornata ad alzarli il 10 settembre 2026, con un secondo rialzo di 25 punti base: tasso sui depositi al 2,50%, tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%, tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%, con effetto dal 16 settembre 2026. Le motivazioni indicate dalla BCE riguardano principalmente le pressioni inflazionistiche legate ai rincari energetici, a loro volta connessi alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
L’effetto pratico per chi ha un mutuo a tasso variabile è già misurabile: secondo le simulazioni di Facile.it, la rata di un mutuo “tipo” è passata da 614 euro a gennaio 2026 a circa 631 euro a fine 2026 (+17 euro per il solo rialzo di settembre, +53 euro complessivi da inizio anno). Per un mutuo a tasso fisso trentennale con spread dello 0,5%, il costo mensile è salito da circa 921 euro a gennaio a 950-979 euro a settembre 2026, secondo le elaborazioni di idealista/mutui. Il differenziale di convenienza tra variabile e fisso si è quindi ridotto: su un finanziamento di 120.000 euro a 20 anni, il vantaggio del variabile sul fisso è sceso da circa 40 euro al mese a circa 25 euro, secondo le simulazioni di MutuiOnline.
Va detto, per completezza, che il dato OMI relativo proprio al secondo trimestre 2026 — quindi al periodo precedente il rialzo di settembre — fotografa ancora un tasso medio applicato alla prima rata del mutuo sostanzialmente stabile intorno al 3,6%, con un capitale complessivamente erogato in aumento rispetto a un anno prima. Il rialzo dei tassi BCE di giugno e soprattutto di settembre 2026 è quindi un fattore che comincia a incidere sulle condizioni di accesso al credito proprio a cavallo tra la fine del Q2 e l’inizio del terzo trimestre, e sarà probabilmente più visibile nei dati OMI del prossimo trimestre.
Che cosa significa per il mercato immobiliare torinese
Nel breve periodo, l’aumento dei tassi tende a scoraggiare marginalmente gli acquirenti più sensibili al costo della rata, in particolare i giovani e le famiglie con capacità di spesa più limitata, spingendo potenzialmente parte della domanda verso il mercato della locazione — coerentemente con il dato Nomisma secondo cui, pur in crescita, la quota di domanda orientata all’acquisto (49%) resta ancora inferiore a quella per l’affitto. Al tempo stesso, la quota di acquisti “prima casa” agevolati resta stabile intorno al 73% a livello nazionale, segno che la componente di domanda “necessaria” (prima abitazione) continua a sostenere il mercato anche in un contesto di credito meno favorevole rispetto ai mesi precedenti.
Mercato immobiliare delle locazioni
Il comparto degli affitti resta, anche nel secondo trimestre 2026, uno dei segmenti più tesi del mercato immobiliare torinese. Secondo il Secondo Osservatorio Nomisma 2026, nei primi sei mesi dell’anno i canoni di locazione a Torino sono aumentati del +2,5% rispetto al semestre precedente e del +5% su base annua. L’incremento dei canoni ha comportato un lieve allungamento dei tempi necessari per trovare un inquilino, che restano comunque contenuti: poco più di due mesi sia per gli appartamenti nuovi sia per quelli usati. Il rendimento lordo per chi investe nel mattone da locazione si mantiene elevato, intorno al 6%.
A livello regionale, l’ultimo dato disponibile con dettaglio trimestrale (Immobiliare.it Insights, Osservatorio Piemonte, primo trimestre 2026) conferma Torino come la piazza più cara della regione per gli affitti, con un canone medio di circa 12,5 €/mq mensili, davanti a Verbania (11 €/mq). Lo stesso Osservatorio segnala una dinamica particolare sul lato domanda-offerta: la pressione della domanda di locazioni in Piemonte è calata del -14,2% su base annua, mentre l’offerta è cresciuta del +22,9% — un segnale di parziale riequilibrio tra domanda e offerta di affitti dopo anni di forte tensione, sebbene il dato sia regionale e non isoli il solo comune di Torino.
I prezzi richiesti negli annunci di locazione ad agosto 2026 (fonte: portali Immobiliare.it e Wikicasa) confermano la zona Centro come la più cara, con canoni richiesti tra 16,30 e 16,64 €/mq mensili, mentre le zone Vallette, Lucento e Madonna di Campagna restano le più economiche.
Chi guida la domanda di affitti
Come già descritto nel report del primo trimestre, la domanda locativa a Torino resta sostenuta soprattutto da studenti universitari (Università degli Studi e Politecnico), giovani lavoratori e una componente crescente di locazioni transitorie, in particolare nelle zone semicentrali ben collegate al trasporto pubblico e ai due poli universitari principali (San Salvario, Vanchiglia, Crocetta, zone limitrofe al Politecnico).
Confronto storico e struttura del mercato
| Periodo | Compravendite Torino (comune) | Variazione annua | Prezzo medio (var. %) | Fonte |
|---|---|---|---|---|
| 2023 | 14.880 | -7,7% | n.d. | FIAIP Torino |
| 2024 | ~15.123 (stima da variazione %) | +1,6% | +4,0% | FIAIP Torino |
| 2025 | 16.151 | +6,8% | +2,0% | FIAIP Torino |
| Q1 2026 | 3.913 | +9,2% | n.d. (trimestrale) | Abitare Co. / OMI |
| Q2 2026 | ~4.350 (stima Casaland) | +0,6% | +8,3% (H1 2026, Immobiliare.it Insights) | Abitare Co./OMI; Immobiliare.it Insights |
Nota metodologica: i dati annuali 2023-2025 (fonte FIAIP Torino) e i dati trimestrali 2026 (fonte Abitare Co./OMI) non sono direttamente sommabili in una singola serie continua, poiché provengono da elaborazioni distinte con perimetri e metodologie di rilevazione differenti. La cifra di 15.123 per il 2024 è una stima calcolata a partire dalla variazione percentuale dichiarata da FIAIP (16.151 del 2025 diviso 1,068); analogamente, la stima di circa 4.350 transazioni per il Q2 2026 è calcolata applicando la variazione congiunturale +11,2% al dato trimestrale di 3.913 unità del Q1 2026. La variazione di prezzo dell’8,3% per il 2026 si riferisce al primo semestre nel suo complesso (H1 2026 vs H1 2025), non al solo secondo trimestre, e proviene da una fonte (Immobiliare.it Insights) diversa da quella usata per le variazioni di prezzo 2024-2025 (FIAIP Torino): i due valori non sono quindi direttamente confrontabili come se fossero calcolati con lo stesso metodo.
Il quadro che emerge, letto nel suo insieme, è quello di un mercato che si sta consolidando su livelli di attività elevati dopo la forte ripresa del 2025 (+6,8% di compravendite in città, +9,2% a livello di intera Città Metropolitana), piuttosto che accelerare ulteriormente: la crescita tendenziale delle compravendite si è ridotta dal +9,2% del primo trimestre al +0,6% del secondo, mentre la crescita dei prezzi, secondo la fonte più aggiornata disponibile, resta la più sostenuta tra le grandi città italiane.
Cosa significa per chi vuole vendere o comprare casa a Torino
Il secondo trimestre 2026 resta, nel complesso, un contesto favorevole a chi vende, ma con alcune sfumature rispetto all’inizio dell’anno. I tempi di vendita restano contenuti (3,7-3,8 mesi secondo Nomisma) e lo sconto medio tra prezzo richiesto e prezzo finale si è ulteriormente ridotto rispetto ai trimestri precedenti, segno di una domanda che continua a sostenere le quotazioni per gli immobili correttamente posizionati sul mercato.
Detto questo, tre elementi meritano attenzione da parte di chi si appresta a vendere:
- La crescita tendenziale delle compravendite ha rallentato rispetto al primo trimestre: non significa un mercato in difficoltà, ma un ritmo meno frenetico, che rende ancora più importante una valutazione iniziale realistica.
- Il rialzo dei tassi BCE di settembre potrebbe, nei prossimi mesi, ridurre marginalmente la platea di acquirenti più sensibili al costo del mutuo, in particolare per gli immobili di fascia media rivolti a famiglie giovani.
- Gli immobili da ristrutturare o con classe energetica scarsa continuano a registrare uno sconto medio più ampio (9% secondo Nomisma, contro il 4,5% del nuovo/ristrutturato) e tempi di vendita leggermente più lunghi: per questa tipologia di immobili, una valutazione che tenga conto realisticamente del costo di riqualificazione resta un fattore determinante per non allungare inutilmente i tempi di trattativa.
Dal punto di vista dell’acquirente, il quadro del secondo trimestre 2026 presenta due dinamiche in parziale tensione tra loro. Da un lato, i prezzi continuano a crescere — e a farlo più rapidamente che nelle altre grandi città italiane, secondo Immobiliare.it Insights — riducendo progressivamente il margine di convenienza relativa di Torino rispetto a mercati storicamente più cari come Milano o Roma. Dall’altro, il costo del credito è tornato a salire dopo un primo semestre di stabilità, con un impatto già misurabile sulla rata dei mutui a tasso variabile e, in misura minore, anche su quelli a tasso fisso.
Alcuni elementi possono aiutare chi sta valutando un acquisto in questo momento:
- Il margine di trattativa resta comunque presente, soprattutto per gli immobili usati non ristrutturati (sconto medio 9% secondo Nomisma) e nelle zone semicentrali o periferiche meno sotto pressione rispetto al centro storico.
- Le differenze di prezzo tra centro, semicentro e periferia restano molto ampie: dai circa 3.800-4.200 €/mq del Centro ai circa 1.200-1.500 €/mq di Barriera di Milano, Vallette e Lucento (prezzi richiesti, agosto 2026), un divario che offre alternative concrete a chi ha vincoli di budget.
- Attendere ulteriormente comporta sia rischi sia possibili vantaggi, che non è corretto presentare come previsione certa: se i tassi dovessero continuare a salire nei prossimi trimestri, il costo complessivo del mutuo potrebbe aumentare ulteriormente; se invece la pressione inflazionistica legata all’energia dovesse attenuarsi, non è escluso un possibile allentamento della politica monetaria nel medio periodo. Nessuno dei due scenari è oggi certificabile con i dati disponibili.
Investire nel mercato immobiliare di Torino nel 2026
Il rapporto tra prezzi di acquisto e canoni di locazione resta, secondo i dati Nomisma relativi al primo semestre 2026, favorevole a chi investe: il rendimento lordo medio da locazione a Torino si attesta intorno al 6%, un valore superiore a quello tipicamente osservato in mercati più maturi e costosi come Milano, dove la rivalutazione storica dei prezzi ha compresso i rendimenti da affitto.
Alcuni elementi da considerare per chi valuta un investimento:
- La crescita dei canoni (+5% su base annua secondo Nomisma) sta correndo più rapidamente della crescita dei prezzi di acquisto nella media nazionale, un fattore che, se confermato nei prossimi trimestri, tende a sostenere ulteriormente i rendimenti da locazione.
- I quartieri semicentrali con forte domanda universitaria (San Salvario, Vanchiglia, aree limitrofe al Politecnico e all’Università) restano tra i più interessanti per chi punta su locazioni a studenti e giovani lavoratori, in virtù di tempi di locazione contenuti (poco più di due mesi secondo Nomisma) e di una domanda strutturalmente meno legata al ciclo economico rispetto alla domanda di acquisto.
- Le zone con i maggiori incrementi percentuali di prezzo nel 2025 (San Salvario, San Donato, Santa Rita, Barca-Bertolla) non vanno automaticamente considerate “il miglior investimento”: un prezzo già cresciuto molto negli ultimi dodici mesi riduce, per definizione, il margine di ulteriore rivalutazione a breve termine e può comportare un rischio di ingresso a valori meno favorevoli rispetto a chi ha investito in anni precedenti.
- È importante distinguere concettualmente tre elementi che vengono spesso confusi nelle valutazioni di investimento: la crescita storica dei prezzi (dato consuntivo, riferito al passato), il rendimento da locazione (dato corrente, calcolabile oggi) e la potenziale rivalutazione futura (previsione, per definizione incerta). Nessuna delle tre variabili, da sola, giustifica una decisione di investimento.
Prospettive per il secondo semestre 2026
Le indicazioni più recenti sulle prospettive del mercato immobiliare per la seconda metà del 2026 arrivano dagli operatori intervistati da Nomisma nell’ambito del Secondo Osservatorio 2026: la maggioranza si attende un mercato residenziale ancora positivo, con un numero di compravendite destinato a stabilizzarsi (più che a crescere ulteriormente) e prezzi e canoni in continuazione di crescita, sostenuti da una domanda che resta elevata sia per l’acquisto sia, soprattutto, per la locazione.
Distinguiamo con chiarezza tra dati consuntivi e previsioni: tutto quanto descritto nei paragrafi precedenti (compravendite, prezzi, tassi fino a settembre 2026) è un dato di consuntivo tratto da fonti ufficiali o da osservatori di settore; quanto segue è, per sua natura, una previsione, e va trattato come tale.
I principali fattori da monitorare nei prossimi mesi:
- La traiettoria dei tassi BCE. Dopo i due rialzi di giugno e settembre 2026, alcuni analisti (secondo le indicazioni riportate da testate finanziarie come Sky TG24 e FinanzaOnline) non escludono un ulteriore rialzo entro la metà del 2027, con l’Euribor a tre mesi atteso salire dal 2,67% attuale verso il 3,10%. Se confermato, questo scenario potrebbe raffreddare ulteriormente la componente di domanda più sensibile al costo del credito.
- L’inflazione energetica, legata alle tensioni in Medio Oriente, resta il principale fattore indicato dalla BCE stessa a giustificazione dei rialzi recenti.
- L’offerta di nuove costruzioni, in forte crescita a Torino nel secondo trimestre (+50,7% congiunturale), che potrebbe contribuire ad ampliare gradualmente uno stock abitativo moderno e più richiesto, calmierando nel tempo la pressione sui prezzi degli immobili di qualità superiore.
- Il mercato degli affitti, che secondo Nomisma resta il comparto più dinamico e che, in base ai dati regionali Immobiliare.it Insights, mostra i primi segnali di un possibile riequilibrio tra domanda e offerta dopo anni di forte tensione.
- Le riqualificazioni urbane in corso, in particolare i cantieri della Linea 2 della metropolitana e gli interventi di rigenerazione in zona Aurora, il cui effetto sui valori immobiliari dei quartieri interessati sarà probabilmente più leggibile nei dati dei prossimi trimestri.
Conclusioni
Il secondo trimestre 2026 conferma Torino come uno dei mercati immobiliari più solidi tra le grandi città italiane, ma con una dinamica più articolata rispetto all’euforia dei primi tre mesi dell’anno. Le compravendite crescono ancora su base annua, ma a un ritmo nettamente più contenuto rispetto al +9,2% del primo trimestre; i prezzi, al contrario, accelerano e si confermano — secondo la fonte più aggiornata disponibile — i più dinamici tra le grandi metropoli italiane nel primo semestre 2026. Il mercato degli affitti resta teso ma con i primi segnali di riequilibrio, e il costo del credito, dopo mesi di stabilità, è tornato a salire con i due rialzi BCE di giugno e settembre.
Per chi vende, il contesto resta favorevole mantenendo un pricing realistico. Invece per chi compra, la finestra di convenienza relativa di Torino rispetto ad altre grandi città si sta progressivamente riducendo, mentre il costo dei mutui torna a pesare maggiormente sulla capacità di spesa. Per chi investe, i rendimenti da locazione restano tra i più interessanti d’Italia, a condizione di distinguere con attenzione tra crescita storica dei prezzi, rendimento corrente e rivalutazione futura — quest’ultima, per sua natura, mai certificabile in anticipo.
(Le tre tabelle principali — confronto città metropolitane Q2 2026, prezzi per zona FIAIP 2025, confronto storico 2023-Q2 2026 — sono già inserite nel corpo dell’articolo, rispettivamente nei paragrafi “Compravendite a Torino nel secondo trimestre 2026”, “Prezzi delle case nelle diverse zone di Torino” e “Confronto storico e struttura del mercato”, per mantenere la lettura contestuale ai dati commentati. Sono riportate qui di seguito in forma aggregata per facilità di verifica.)
Tabella A — Città metropolitane, Q2 2026 (fonte: Abitare Co./OMI)
| Città | Tendenziale | Congiunturale | Quota nuovo |
|---|---|---|---|
| Napoli | +4,2% | +7,1% | 1,6% |
| Genova | +2,9% | +8,3% | 2,3% |
| Bologna | +1,1% | +15,0% | 8,3% |
| Torino | +0,6% | +11,2% | 4,2% |
| Roma | +0,4% | +10,3% | 7,8% |
| Milano | ~0,0% | +10,1% | 12,1% |
| Palermo | -2,6% | +5,8% | 3,1% |
| Firenze | -8,2% | +12,9% | 4,5% |
Tabella B — Prezzi per zona di Torino, 2025 (fonte: FIAIP Torino)
| Zona | €/mq 2025 | Var. 2025/2024 |
|---|---|---|
| Crocetta | 2.645 | +2,5% |
| Cenisia | 2.350 | — |
| San Paolo | 2.200 | +4,8% |
| San Salvario | 2.155 | +5,0% |
| Santa Rita | 1.945 | +5,0% |
| Parella | 1.900 | +4,1% |
| Nizza Millefonti | 1.850 | +0,5% |
| San Donato | 1.785 | +5,0% |
| Mirafiori Nord | 1.670 | +1,3% |
| Mirafiori Sud | 1.590 | +1,2% |
Tabella C — Serie storica compravendite e prezzi, Torino comune (fonti miste, vedi note nel testo)
| Periodo | Compravendite | Var. annua | Var. prezzi |
|---|---|---|---|
| 2023 | 14.880 | -7,7% | n.d. |
| 2024 | ~15.123 (stima) | +1,6% | +4,0% |
| 2025 | 16.151 | +6,8% | +2,0% |
| Q1 2026 | 3.913 | +9,2% | n.d. |
| Q2 2026 | ~4.350 (stima) | +0,6% | +8,3% (H1) |
Fonti: Agenzia delle Entrate, Abitare Co., Immobiliare.it Insights
Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria, legale o di investimento. I dati riportati provengono da fonti istituzionali e osservatori di settore indicati nel testo e nella sezione “Fonti e metodologia”; laddove non diversamente specificato, si riferiscono al periodo aprile-giugno 2026 o, quando esplicitamente segnalato, al primo semestre 2026 o all’anno 2025 in assenza di dati più recenti.