Per oltre mezzo secolo i capannoni delle ex OGM (Officine Grandi Motori) sono rimasti lì, tra corso Vigevano e corso Vercelli, come un vuoto industriale nel cuore di Aurora. Da febbraio 2025 quel vuoto ha iniziato a colmarsi: le ruspe sono entrate nell’area e ha preso ufficialmente avvio uno dei più grandi interventi di rigenerazione urbana del centro-nord di Torino.
Al posto delle vecchie officine sorgeranno uno studentato, un supermercato Esselunga, un polo logistico per l’e-commerce e un parco pubblico di 15.000 mq. Un cantiere che, tra demolizioni, bonifiche complesse e tempi non sempre lineari, sta ridisegnando concretamente il volto del quartiere e, potenzialmente, anche le sue dinamiche immobiliari.
- La storia delle ex OGM: da officina Ansaldi a vuoto urbano
- Il progetto di riqualificazione: cosa sorgerà e in che tempi
- Lo studentato da 250-300 posti: impatto sulla domanda di affitti nel quartiere
- Il parco da 15.000 mq: il verde urbano come fattore di valore immobiliare
- Aurora cambia volto: il cantiere OGM nel piano più ampio di trasformazione
- Cosa significa per chi ha (o vuole acquistare) casa in zona

La storia delle ex OGM: da officina Ansaldi a vuoto urbano
La storia dell’area comincia alla fine dell’Ottocento, quando un piccolo nucleo produttivo legato alle Officine Meccaniche Michele Ansaldi avviava la costruzione di macchine utensili in quella zona a nord del centro cittadino. Un accordo con la Fiat spostò progressivamente la produzione verso le vetture leggere a quattro cilindri, mentre il passaggio successivo all’Ansaldo aprì lo stabilimento alla costruzione di motori navali.
Lo stabilimento tornò sotto il controllo Fiat negli anni Venti del Novecento, diventando la sede della sezione Grandi Motori: da qui il nome OGM che tutti i torinesi conoscono ancora oggi.
Il complesso venne colpito dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e conobbe una fase di ripresa produttiva negli anni Cinquanta, prima di avviarsi verso una progressiva dismissione a partire dal 1971, in seguito alla nascita della Grandi Motori Trieste, che assorbì buona parte della produzione.
Da allora l’area — circa 70.000 mq compresi tra corso Vigevano, corso Vercelli, via Cuneo e via Damiano — è rimasta sostanzialmente ferma: capannoni vuoti, progressivo degrado e, negli ultimi anni, occupazioni informali degli spazi abbandonati. Un’archeologia industriale nel pieno centro di Aurora, in attesa da oltre vent’anni di un progetto di rigenerazione concreto.
Il progetto di riqualificazione ex OGM: cosa sorgerà e in che tempi
Il 19 febbraio 2025 è arrivata la picconata simbolica che ha dato avvio ai lavori di demolizione, alla presenza dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Torino e dei rappresentanti dell’impresa Mattioda, soggetto attuatore del programma di riqualificazione urbanistica dell’area. Il progetto complessivo divide l’area in due settori, separati idealmente da via Cuneo.
Nella parte sud, di competenza Mattioda, sono previsti:
- un parco pubblico di circa 15.000 mq, con percorsi pedonali principali e secondari, una piastra polifunzionale centrale, alberature e un sistema di raccolta delle acque piovane pensato per contenere gli effetti delle piogge intense;
- una residenza universitaria privata, per una capacità stimata di 250-300 posti letto, oltre a una quota di edilizia residenziale;
- un parcheggio a raso di circa 4.000 mq, alberato.
Nella parte nord, di proprietà Esselunga:
Il piano prevede il restauro conservativo degli edifici storici esistenti, tra cui il fabbricato noto come “la Basilica” e il cosiddetto “Lingottino” (progettato dallo stesso architetto dello storico stabilimento Fiat del Lingotto, Giacomo Mattè-Trucco). In quest’area troveranno spazio un supermercato Esselunga di circa 1.500 mq, un polo logistico dedicato all’e-commerce e, ai piani superiori del Lingottino, una destinazione turistico-ricettiva.
Sul fronte tempistiche, la situazione a metà 2026 è più articolata di quanto inizialmente comunicato. Le demolizioni nella zona sud, partite a febbraio 2025, hanno incontrato criticità tecniche legate alla staticità di alcuni edifici, che hanno reso necessari approfondimenti e rallentato il cronoprogramma.
Parallelamente, le attività di bonifica ambientale procedono su due fronti: nella zona nord sono state rilevate contaminazioni da cromo VI e idrocarburi nelle acque di falda, con interventi di mitigazione e monitoraggio tuttora in corso; per questa porzione, la consegna del progetto operativo di bonifica definitivo è stata prorogata al 30 marzo 2026 su richiesta di Esselunga.
Nella zona sud, il progetto di bonifica dell’area destinata a verde risulta invece approvato, con lavori partiti nella primavera 2025 ma soggetti anch’essi a rallentamenti tecnici in corso d’opera.
In sintesi: il cantiere ex OGM è avviato e irreversibile, ma i tempi di consegna delle diverse componenti — parco, studentato, supermercato — restano soggetti a possibili ulteriori slittamenti, come è fisiologico in interventi di bonifica di quest’entità su un’area industriale attiva per oltre ottant’anni.
Vuoi sapere quanto vale la tua casa a Torino?
creiamo un Market Report personalizzato. Confrontiamo immobili simili analizzando l’offerta del mercato e i valori reali dichiarati in atto di immobili simili al tuo.
Lo studentato da 250-300 posti: impatto sulla domanda di affitti nel quartiere
Uno degli elementi più rilevanti del progetto dal punto di vista immobiliare è l’arrivo di una residenza universitaria privata da 250-300 posti letto nella parte sud dell’area. Aurora non è tradizionalmente un quartiere a forte vocazione universitaria come Vanchiglia o San Salvario, ma la sua posizione — pochi minuti da corso Regina Margherita e dal centro, e in prospettiva servita dalla futura Linea 2 della metropolitana — la rende una destinazione plausibile per una parte della popolazione studentesca fuori sede.
L’impatto potenziale è duplice. Da un lato, uno studentato di queste dimensioni introduce un nuovo polo di domanda di servizi (bar, lavanderie, minimarket, connessione internet) che tende storicamente ad attrarre anche piccole attività commerciali nelle vie limitrofe. Dall’altro, potrebbe generare una competizione indiretta con il mercato degli affitti privati per studenti nella zona, oggi tra le più economiche della città: a inizio 2026 i canoni medi nell’area Aurora-Barriera di Milano-Rebaudengo si attestavano intorno a 10-11 €/mq mensili, tra i più contenuti di Torino.
Non è possibile, allo stato attuale, quantificare con precisione l’effetto che l’apertura della residenza avrà sui canoni delle abitazioni circostanti: si tratta di una dinamica che andrà osservata nei mesi successivi all’apertura effettiva della struttura, la cui data non è ancora stata comunicata ufficialmente.
Il parco da 15.000 mq: il verde urbano come fattore di valore immobiliare
Il nuovo parco pubblico rappresenta, insieme allo studentato, l’elemento probabilmente più visibile del progetto per chi vive in zona. Il disegno prevede percorsi pedonali su una trama geometrica irregolare, una piastra polifunzionale centrale, ampie superfici ombreggiate pensate per mitigare il fenomeno delle isole di calore urbane, e un sistema di drenaggio autonomo delle acque piovane in risposta agli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.
Dal punto di vista del mercato immobiliare, la letteratura di settore individua nella vicinanza a parchi e aree verdi curate uno dei fattori che, a parità di altre condizioni, tende a sostenere i valori degli immobili circostanti nel medio periodo. Va detto con chiarezza che si tratta di un effetto che si consolida solo dopo l’apertura e la piena fruibilità dell’area verde — quindi presumibilmente non prima di qualche anno — e che dipende da variabili non scontate: qualità della manutenzione, sicurezza percepita, integrazione con il resto del quartiere. Ad oggi non esistono studi specifici sull’impatto atteso di questo parco sui prezzi delle abitazioni di Aurora, e qualsiasi stima in tal senso sarebbe prematura.
Aurora cambia volto: il cantiere OGM nel piano più ampio di trasformazione
Il cantiere delle ex OGM non è un intervento isolato. Si inserisce in una fase di trasformazione più ampia che sta interessando la zona nord di Torino, dove convergono più fattori: l’arrivo previsto della Linea 2 della metropolitana, che secondo le previsioni servirà anche il corridoio Aurora-Rebaudengo; il nuovo Piano Regolatore Generale della città, che ha introdotto strumenti come la perequazione urbanistica generalizzata e gli ambiti FRU proprio per favorire la rigenerazione di aree industriali dismesse come questa; e il programma europeo PN Metro Plus 2021-2027, che ha destinato risorse alla rigenerazione urbana di Aurora e Barriera di Milano.
È in questo quadro che va letta la crescita dei valori immobiliari osservata negli ultimi 24 mesi nella zona, tra le più marcate della città: alcune rilevazioni collocano Aurora tra le microzone in maggiore rivalutazione a Torino nel biennio 2024-2026, con incrementi percentuali a doppia cifra secondo alcune fonti di settore. È importante essere cauti nell’attribuire questa crescita a un singolo cantiere: si tratta piuttosto dell’effetto combinato di più interventi pubblici e privati che si sovrappongono nello stesso arco temporale, in una zona che partiva da valori storicamente compressi rispetto alla media cittadina.
Vuoi sapere quanto vale la tua casa a Torino?
creiamo un Market Report personalizzato. Confrontiamo immobili simili analizzando l’offerta del mercato e i valori reali dichiarati in atto di immobili simili al tuo.
Cosa significa per chi ha (o vuole acquistare) casa in zona
Per chi possiede già un immobile ad Aurora, il cantiere OGM rappresenta un elemento di contesto da monitorare nel tempo, non un fattore che produce effetti immediati sul valore di mercato. I dati più recenti disponibili mostrano un quartiere in fase di rivalutazione: a marzo 2026 i prezzi medi richiesti per le compravendite in zona Aurora si aggiravano tra 1.700 e 1.900 €/mq secondo le principali piattaforme di settore, contro una media cittadina di circa 2.100-2.150 €/mq — un differenziale che segnala ancora margine di crescita rispetto al resto della città, ma anche un punto di partenza relativamente accessibile per chi valuta un acquisto.
Per chi sta valutando un acquisto in ottica di investimento, alcuni elementi meritano attenzione:
- i tempi di completamento del progetto restano incerti, soprattutto per la parte nord legata a Esselunga, condizionata dalle bonifiche ambientali;
- l’effetto sui canoni di locazione legato allo studentato è, allo stato attuale, un’ipotesi ragionevole ma non quantificabile;
- la rivalutazione dell’area va contestualizzata all’interno di un insieme più ampio di interventi (PRG, Linea 2, fondi europei), non attribuita a un singolo progetto;
- come per qualsiasi area interessata da cantieri di lunga durata, è opportuno verificare lo stato di avanzamento dei lavori limitrofi prima di formulare valutazioni di investimento, ricorrendo se necessario a una perizia tecnica indipendente.
Il quadro complessivo resta comunque positivo per Aurora: un quartiere centrale, ben collegato, che sta vivendo una fase di trasformazione strutturale dopo decenni di marginalità rispetto alle dinamiche immobiliari del centro città. La cautela sui tempi non deve però far perdere di vista la portata dell’intervento: parliamo di una delle più estese operazioni di rigenerazione di aree industriali dismesse mai avviate a Torino negli ultimi anni.
Fonti: ANSA, Città di Torino