Cosa cambia davvero nella donazione immobiliare e perché oggi non è più un problema vendere
Per anni la donazione immobiliare è stata considerata un atto “pericoloso” dal punto di vista del mercato. Non per l’immobile in sé, ma per le conseguenze giuridiche che potevano emergere anche molti anni dopo, bloccando vendite, mutui e trattative.
Con la riforma sulla circolazione degli immobili di provenienza donativa, approvata definitivamente con il Ddl Semplificazioni (art. 44) ed entrata in vigore il 18 dicembre 2025, questo scenario cambia radicalmente. Si tratta di una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni per il mercato immobiliare italiano.
- Cos’è la donazione immobiliare
- Perché la donazione immobiliare ha bloccato il mercato per anni
- Come funzionava l’azione di restituzione prima della riforma
- La riforma del 2025: cosa cambia davvero
- Cosa succede agli eredi legittimari
- Gli effetti immediati sul mercato immobiliare
- Donazione immobiliare e mutuo: cosa cambia per le banche
- Donazioni indirette: cosa resta invariato
- Perché questa riforma era necessaria
- Conclusione: la donazione non è più un freno al mercato
Cos’è la donazione immobiliare
La donazione immobiliare è l’atto con cui una persona trasferisce gratuitamente la proprietà di un immobile a un’altra. È un atto solenne che deve essere stipulato davanti a un notaio, con la presenza di due testimoni, e produce effetti immediati sul piano della proprietà.
Dal punto di vista civilistico, però, la donazione non è mai stata un semplice trasferimento. È sempre stata strettamente legata alle regole della successione e alla tutela degli eredi legittimari, cioè quei soggetti ai quali la legge riserva una quota minima del patrimonio.
Perché la donazione immobiliare ha bloccato il mercato per anni
Prima della riforma, il vero problema non era la donazione in sé, ma l’azione di restituzione prevista dall’articolo 563 del Codice Civile.
In presenza di determinate condizioni, gli eredi legittimari potevano chiedere non solo la riduzione della donazione, ma anche la restituzione dell’immobile direttamente al terzo acquirente, cioè a chi aveva comprato in buona fede un immobile di provenienza donativa.
Questo rischio poteva durare fino a venti anni dalla trascrizione della donazione, creando una pesante incertezza giuridica che ha frenato per anni:
- le compravendite,
- la concessione dei mutui,
- la piena circolazione di questi immobili.

Come funzionava l’azione di restituzione prima della riforma
Il meccanismo era complesso e poco intuitivo. L’erede legittimario, per arrivare a colpire il terzo acquirente, doveva:
- agire prima con l’azione di riduzione contro il donatario;
- ottenere una sentenza definitiva;
- tentare l’esecuzione forzata sui beni del donatario;
- dimostrare l’insufficienza del suo patrimonio;
- agire entro venti anni dalla donazione.
Solo a quel punto poteva colpire il terzo acquirente, che si trovava davanti a una scelta difficile: restituire l’immobile oppure pagare l’equivalente in denaro.
Un rischio teorico, ma reale. E sufficiente a bloccare il mercato.
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La riforma del 2025: cosa cambia davvero
La riforma approvata con la Legge 182/2025 elimina definitivamente questo scenario. Il cuore della modifica è semplice e rivoluzionario:
l’azione di restituzione contro i terzi acquirenti viene abolita.
Chi acquista un immobile proveniente da donazione non potrà più vederselo sottrarre dagli eredi legittimari del donante, nemmeno a distanza di anni.
È un cambio di paradigma che trasforma gli immobili donati da “beni a rischio” a beni pienamente commerciabili.
Cosa succede agli eredi legittimari
La riforma non cancella la tutela degli eredi legittimari, ma la trasforma.
In caso di lesione della quota di legittima, gli eredi mantengono un diritto di tutela, che però diventa un diritto di credito nei confronti del donatario.
In altre parole:
- l’erede non può più agire sull’immobile;
- non può colpire l’acquirente in buona fede;
- può solo chiedere una compensazione economica al donatario.
Questo garantisce un equilibrio più moderno tra tutela familiare e certezza dei traffici giuridici.

Gli effetti immediati sul mercato immobiliare
Le conseguenze della riforma sono immediate e molto concrete.
Dal punto di vista del mercato immobiliare, significa:
- maggiore sicurezza giuridica per chi acquista;
- fine del rischio di restituzione dell’immobile;
- riapertura delle compravendite su immobili di provenienza donativa;
- maggiore fluidità del mercato.
Si tratta di un intervento che incide su numeri importanti: in Italia si registrano ogni anno oltre 200.000 donazioni immobiliari, come dimostrano i dati statistici notarili degli ultimi anni.
Donazione immobiliare e mutuo: cosa cambia per le banche
Uno degli effetti più rilevanti riguarda l’accesso al credito. Prima della riforma, molte banche rifiutavano di concedere mutui su immobili donati, proprio per il rischio legato all’azione di restituzione.
Con l’eliminazione di questo rischio, gli immobili di provenienza donativa diventano idonei a garantire ipoteche, facilitando l’erogazione dei mutui. Questo apre nuove opportunità a:
- venditori
- acquirenti
- famiglie, giovani coppie e imprenditori.
Donazioni indirette: cosa resta invariato
La riforma conferma anche un aspetto importante: le donazioni indirette, come i bonifici dei genitori ai figli per l’acquisto di una casa, restano esenti dall’obbligo di atto notarile, se correttamente tracciate e motivate.
Un chiarimento che rafforza una prassi già diffusa e socialmente rilevante.
Perché questa riforma era necessaria
Questa riforma risponde a un’esigenza concreta e diffusa. Per anni il mercato immobiliare è stato penalizzato da una normativa che, pur nata per tutelare gli eredi, finiva per creare incertezza, bloccare transazioni e limitare la libertà negoziale.
Il lavoro del Consiglio Nazionale del Notariato ha portato a una soluzione equilibrata, che:
- tutela gli eredi sul piano economico,
- protegge l’acquirente in buona fede,
- restituisce certezza al mercato.
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Conclusione: la donazione non è più un freno al mercato
Con l’abolizione dell’azione di restituzione contro i terzi acquirenti, la donazione immobiliare entra in una nuova fase. Non è più un ostacolo alla vendita, al mutuo o alla circolazione degli immobili, ma uno strumento pienamente integrato nel mercato. Se hai un immobile ricevuto in donazione e hai deciso di venderlo contattaci per una rapida consulenza. Hai deciso di vendere casa? Richiedi subito la valutazione del tuo immobile oppure dai un’occhiata alla Guida Completa per scegliere la migliore Agenzia immobiliare a Torino.
Resta fondamentale una corretta pianificazione e l’assistenza notarile, ma oggi la donazione non è più sinonimo di rischio. È una scelta che, se ben costruita, può convivere con un mercato immobiliare moderno, fluido e sicuro. Guarda i prezzi dei quartieri di Torino aggiornati del 2026.